SI PUO’ FARE di Marcello Delfino

La Spezia, 5 aprile 2018

Raccontano che Cristiano Ronaldo, seduto sul divano e magari distratto da un paio di avvenenti sostenitrici, mentre guardava Spezia-Cittadella, al gol di Gilardino abbia avuto un improvviso sussulto da orgasmo calcistico ed abbia esclamato. “Penis ! – “belin” in portoghese – ma sto qui chi si crede di essere…..”

Ferito nell’orgoglio, avrebbe trovato la giusta motivazione per riuscire a fare quel numero da trapezista in mezzo all’area di rigore che ha strappato gli applausi perfino ad uno stadio ostile.

Due episodi che ci ricordano come il calcio sia anche spettacolo. Oltre la tattica, l’organizzazione di gioco, i moduli e gli schemi, al di là di tutto ciò che serve per ottimizzare un gioco di squadra, le emozioni più entusiasmanti le fanno vivere le prodezze dei fuori-classe, di coloro che possono vantare qualità individuali non comuni e talora straordinarie.

Come in una orchestra, le varie componenti strumentali devono integrarsi con la giusta sintonia, ma la tachicardia da commozione la regalano gli assoli dei solisti quando sono capaci di sublimare la bella armonia con interpretazioni che vanno ben oltre le righe dello spartito.

Ma, dal missile terra-aria di Gilardino e la bicicletta volante di CR7, sarà bene tornare con i piedi sulla terra, o meglio sul “Picco”, laddove ci attende un Empoli in grande forma anche se – egoisticamente lo speriamo – sarà forse impossibilitato a schierare la migliore formazione.

Il bel risultato di Cittadella ha risollevato il clima in casa aquilotta, e ce n’era proprio bisogno, ed ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia importante la forza del gruppo, dello stare bene insieme, soprattutto nei momenti di difficoltà quando è più facile rinfacciarsi reciproche responsabilità e fare emergere eventuali incomprensioni.

Ho sempre sostenuto che, al di là delle questioni tecniche, un grande merito di mister Gallo e dei suoi collaboratori sia stato quello di avere costruito una squadra unita, solidale, dove le qualità morali dei giocatori concorrono allo stabilirsi di un sereno spirito di corpo basato sull’umiltà e la voglia di lavorare.

Sono questi i presupposti necessari per superare i periodi di magra, quelli durante i quali il gioco subisce involuzioni, qualche infortunio causa sconfitte immeritate, la fortuna volta le spalle ogniqualvolta potrebbe al contrario dare una mano: i cosiddetti periodi di crisi che in un campionato lungo come la serie B sarebbe impensabile immaginare di non attraversare.

Sono i presupposti che consentono di affrontare la dominatrice del campionato, almeno fino ad oggi, con la speranza di giocarsela ad armi pari, con la voglia di compiere la cosiddetta “impresa”, con lo stato d’animo di chi parte da secondo ma che non ha nessuna voglia di finirci.

E’ lo stesso stato d’animo per il quale ultimamente la squadra ha fatto meglio in trasferta piuttosto che fra le mura dell’amico “Picco”, quando puoi aspettare l’avversario e proporre il contropiede – mi piace chiamarlo così – piuttosto che avere l’onere di organizzare le giocate per offrire agli attaccanti occasioni propizie per la conclusione.

La debolezza in fase propositiva del nostro centrocampo, aggravata dalla assenza, speriamo breve, di Mastinu, ci rende una formazione sempre più operaia, con tutto il rispetto naturalmente, che non riesce a valorizzare il grande potenziale offensivo che la qualità degli attaccanti sarebbe capace di esprimere.

Certo, quando se la vedono da soli, Marilungo e Gilardino in particolare, e costruiscono un capolavoro come quello di Cittadella, si è autorizzati ad aspettarsi di tutto e a non arrendersi mai.

Allora coraggio, Ciccio Caputo e c. non sono marziani e la nostra difesa è ottimamente attrezzata.

Fra Empoli e Spezia non è esattamente come fra le spagnole e le italiane che si stanno disputando i quarti di finale di champions evidenziando una assoluta inadeguatezza delle nostre squadre, quasi che facessero parte di due categorie diverse. Empoli e Spezia giocano entrambe i serie B e se l’Empoli ha meritatamente tanti punti in più, ben 21, se la dovrà vedere contro una squadra la cui classifica garantisce comunque la serenità sufficiente ad avere la mente libera e la voglia di risalire la china, davanti al pubblico amico che, come si sa, quando c’è da dare una mano, non si tira davvero indietro.

Marcello Delfino

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