Al Bano: la classe contadina va in paradiso.

Se si dovesse descrivere il paradigma dell’umiltà che non viene intaccata dalle sirene del successo, basta parlare di Al Bano ed il gioco è fatto. La lunga carriera artistica di quest’uomo semplice, cresciuto all’ombra degli ulivi pugliesi è fatta di grande popolarità, soprattutto all’estero, ma anche di sentimenti contrastanti in Patria dove ha vissuto alti e bassi. Nasce nelle campagne brindisine, una terra che per essere generosa richiede impegno costante e pochi fronzoli per la testa. L’humus contadino è rimasto intatto in Al Bano; da piccolo si appassionava alle canzoni popolari ed i mezzi per conoscere la musica erano davvero limitati ma il giovane aveva una voce da lirica che nella sua terra non poteva mettere in luce. Come tanti suoi conterranei, armato di una valigia malmessa ma soprattutto di sogni e speranze, prende il treno verso un luogo considerato l’Eldorado a quell’epoca, Milano. L’impatto con la metropoli non è semplice per chi arriva da un piccolo paese dove la vita scorre in modo arcaico e Al Bano si adatta a fare dei mestieri come il manovale, l’operaio ed il cameriere. La trattoria dove lavora è frequentata da persone dell’ambiente discografico ed il giovane Al Bano gioca bene le sue carte sottoponendo le sue qualità al maestro Pino Massara che lo introduce nell’importante Clan Celentano. Si esibisce come spalla del già famoso molleggiato, incide un singolo ma le sue peculiarità vocali, notevoli ma poco commerciali, vengono messe gradualmente da parte. Se è vero che tutti abbiamo un angelo custode, Massara lo è per Al Bano che viene messo sotto contratto dall’importante etichetta La Voce Del Padrone e la fortunata carriera del ragazzo pugliese ha inizio. Nello scarso palinsesto televisivo dell’epoca, siamo nel 1966, spicca la rassegna canora Settevoci condotta da un giovane Pippo Baudo ed Al Bano vi partecipa con grande successo, soprattutto grazie al brano “Io Di Notte”, una canzone intensa che attira l’attenzione della grande Milva. La popolarità è dietro l’angolo, arriva l’anno seguente al Disco per l’Estate dove Al Bano conquista la finale con la celebre “Nel Sole” che primeggia nelle classifiche e vende tantissimo. La stampa si occupa di lui definendolo l’erede di Claudio Villa ed il mondo del cinema, con i film incentrati sui cantanti del momento, i famosi musicarelli, lo lancia sul grande schermo. Il set di “Nel Sole” riserva ad Al Bano la seconda grande svolta della sua vita; la protagonista femminile è la giovane figlia di uno dei più amati divi di Hollywood, Tyrone Power, uno dei belli del cinema americano. Tra la benestante figlia d’arte e l’umile ex contadino sboccia l’amore per la gioia delle riviste specializzate nei fatti degli altri, l’attuale gossip. Il matrimonio che ne seguirà, osteggiato invano dalla famiglia di lei, soprattutto dalla madre, l’attrice Linda Christian, sarà un evento mediatico di portata internazionale sebbene avvenuto nell’era della rivoluzione dei costumi sessantottina. Intanto, Al Bano inanella successi, è di questi tempi uno dei suoi brani più riusciti “Il Ragazzo Che Sorride” grazie anche ad un testo profondo: “Ragazzo che sorridi non avverrà mai più che resti senza sole la nostra gioventù. Il mondo di domani confini non avrà ed una mano bianca la nera stringerà…”. Debutta a Sanremo ma la sua carriera inizia a legarsi a doppio filo a quella della moglie Romina Power la quale, da solista, riscuote un discreto successo in particolare con “Acqua Di Mare” che sarà a lungo il suo marchio di fabbrica. Il duo Al Bano-Romina, colleziona vendite spropositate in Italia ma soprattutto all’estero dove ancora oggi sono delle celebrità da tutto esaurito, ovunque si esibiscano. I trionfi sanremesi di “Ci Sarà” e “Felicità”, se da un lato permettono alla coppia di costruire un impero agricolo a Cellino S. Marco, relegano Al Bano in un ruolo che non permette di esprimere la sua indubbia valenza vocale e la critica non si dimostra tenera nei suoi confronti. La misteriosa e dolorosa scomparsa della figlia Ylenia, evento che ha contribuito alla fine di un matrimonio che sembrava felice ed inossidabile, riconsegna al pubblico un Al Bano ormai maturo e forgiato dai colpi bassi della vita. Famosa la causa intentata per plagio al numero uno del pop Michael Jackson accusato di aver copiato il brano “I Cigni Di Balaka”; dopo anni di verdetti contrastanti, la popstar ebbe la meglio ed Al Bano incassò un’altra amarezza. Per spiegare la cifra artistica di Al Bano, si consideri che sostituì Pavarotti in un’esibizione con Carreras e Domingo durante un concerto in Austria, meritato riconoscimento per un interprete onesto e di valore. La vita intera di Al Bano si è divisa tra musica e gossip, non ultimo il matrimonio con la Lecciso e la clamorosa réunion artistica, e forse non solo, con Romina. Il giovane contadino pugliese, dopo essere salito sul treno per Milano, ha visto scorrere dal finestrino la gavetta, il successo, un amore da favola, il ritorno alle origini da vincente, il dolore per la perdita di una figlia, la fine di un matrimonio felice, gioie ed amarezze. Sul marciapiede del binario, ad aspettarlo, l’affetto di buona parte del pubblico.

(Fabrizio Bordone)

 

 

 

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