Il futuro dello sviluppo-occupazione-ambientalizzazione e le ricadute della nuova logistica del trasporto marittimo e delle nuove tecnologie impiantistiche dei Porti.

LA SPEZIA- Leggiamo con particolare attenzione le considerazioni del Consigliere comunale Raffaelli sulle logistiche portuali da applicare al Porto spezzino e sul futuro occupazionale della nostra portualità rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie portuali-marittime. Intanto ogni sistema portuale ed ogni porto ha la sua peculiarità sia sotto l’aspetto del ciclo portuale sia rispetto alla dimensione sostenibile inserita nel contesto  geografico naturale.

Non vi è dubbio che l’avvento di nuove tecnologie sul trasporto logistico marittimo e sugli impianti portuali di servizio nel porto spezzino e nel golfo dei poeti esistono reali vincoli di sostenibilità e di convivenza Porto-città.

Infatti l’uso del territorio e del mare non si può dividere in due elementi distinti ma occorre ritrovare,come prescrive la legge,una sintonia di pianificazione fra PUC  e P.R.P. evitando alterazioni del ruolo ed enfatizzazioni occupazionali delle attività portuali anche perché,attualmente,soltanto il 6% dell’occupazione provinciale lavora nel porto e questo dimostra che si deve difendere ma non stravolgere una consumazione fuori regola del nostro territorio e del nostro mare.

Se questi sono gli obiettivi allora bisogna guardare al futuro e non al passato consapevoli che nei prossimi anni entreranno in gioco nuove tecnologie sugli impianti portuali,di carico e scarico merci,sulla movimentazione dei container, sulla logistica nonché sui trasporti marittimi con le gigantesche portacontainer.

Vogliamo pertanto precisare che non ci si può limitare a considerare solo le tecnologie impiantistiche portuali ma anche il trasporto marittimo per cui transiteranno nell’alto Tirreno navi che,a pieno carico,pescheranno oltre i 20 metri ed il porto di La Spezia,nei canali di transito e sulle banchine hanno un fondale che è profondo un massimo di 15 metri mentre Genova,Savona e Livorno hanno fondali oltre i 20 metri.

Abbiamo pertanto il sospetto che il nostro porto non possa essere dragato fino a 25 metri nei canali operativi marittimi senza causare un disastro ambientale  con conseguenze gravissime per il nostro golfo dei poeti e ulteriori disastri ambientali su altri settori occupazionali trainanti che sul mare lavorano.

Pertanto caro consigliere,meno superficialità,più informazione circa la portualità nazionale e cerchi di non esasperare la competizione sui porti liguri e dell’Alto Tirreno cercando invece di coordinare con  una regia la recettività logistica nazionale di ogni porto cosa che ci permetterà una maggior difesa della sostenibilità ambientale.

Per il Coordinamento dei Quartieri del Levante—Rita Casagrande

Per la V.A.S. (Onlus)—Franco Arbasetti.

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