IN COMUNE CASCANO I CROCEFISSI DALLE PARETI

La Spezia, 29 marzo 2018

Se voi avete diritto di dividere il mondo in Italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati ed oppressi da un lato e privilegiati ed oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria gli altri i miei stranieri”.

Questo ha lasciato scritto don Lorenzo Milani del quale Peracchini, quando ancora frequentava i circoli del cattolicesimo sociale (fino a pochi mesi prima di scoprire la vocazione di alfiere della destra a trazione xenofoba), si proclamava entusiasta seguace e devoto discepolo.

Oggi la sua maggioranza cancella i termini ”accoglienza” ed ”integrazione” dalla motivazione del premio assegnato al responsabile della Charitas diocesana.

Ora, non si tratta qui di negare l’esistenza del problema immigrazione, né di tacere le sue implicazioni sul piano della sicurezza, né di misconoscere gli errori (frutto dell’egoismo) compiuti al riguardo su scala mondiale, continentale e nazionale.

Ma come si può manifestare freddezza, o addirittura ostilità, verso l’istituzione ecclesiastica che – svolgendo un insostituibile ruolo di supplenza dello stato e delle amministrazioni locali – adempie con generosità e fatica a compiti cui fanno da imperativo categorico e da alimento volontaristico proprio i principi dell’accoglienza e dell’inclusione, principi ai quali il Magistero di Papa Francesco fa incessante ed appassionato richiamo?

Ma davvero anche Peracchini si vergogna di pronunciare le parole ”accoglienza” ed ”inclusione”?

E cosa farà quando i suoi azionisti di riferimento gli chiedessero di cancellare dal vocabolario dell’ente che amministra anche i termini ”solidarietà” o ”misericordia”?

Allora forse non basterà aver attaccato qualche crocefisso in più alle pareti…

Paolo Bufano, Stefano Carrozzi, Marcello Delfino, Pierluigi Mele, Paola Sisti.

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