Con Mangia Trekking tra Cinque Terre e Riccò del Golfo… un lavoro che sembra non finire mai.

Lungo i sentieri  tra le Cinque Terre e la Val di Vara  le piante continuano a cadere. Così i volontari del  Mangia Trekking, quelli addetti alla cura dei sentieri non hanno tregua. Il loro lavoro di manutenzione delle vie sentieristiche va divenendo  un’ impresa sempre più impegnativa. Infatti non è raro incontrarli con motoseghe in spalla, taniche di miscela, decespugliatori ed attrezzi vari, a far su e giù per le antiche vie del sale e per i sentieri che collegano i piccoli borghi di Riccò del Golfo. Purtroppo a cadere sono anche molte piante secolari, di notevoli dimensioni, così il lavoro necessario per ripristinare i sentieri è divenuto  davvero importante. Talvolta si devono anche riparare piccoli movimenti franosi o modificare i percorsi per aggirare le radici di gigantesche piante che giungono ad adagiarsi lungo i sentieri. In questi ultimi giorni, prima nel tratto Ponte Romano, Castè, Codeglia e Carpena, e dopo nel tratto tra Riccò del Golfo, passando per Ponzò, Camedone, Bovecchio, fino all’Aia del Prato, giungendo sul sentiero dell’Alta Via delle Cinque Terre e ridiscendendo dal monte Marvede verso Casella, otto volontari dell’associazione,  Roberto Antoniotti, Dick Wessel, Roberto Lupi, Pierangelo Cozzani, Andrea Lusardi, Roberto Tassara, Carmelo Vadalà e Michele Colombo, hanno dimostrato capacità lavorativa  e forte attaccamento al territorio. Anche se sul campo, non si possono poi cancellare i segni della natura ferita, il lavoro eseguito rende possibile a tutti di praticare gli sport nel verde, su vie ben fruibili e sicure. Così l’associazione Mangia Trekking, nell’evidenziare  l’opera di encomiabili volontari, propone una riflessione sul fatto che, un tempo era la costante e manuale cura del bosco, a garantire il piacevole e facile attraversamento dei nostri territori.

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