Le anticipazioni di cassa. La contabilità della Speranza del Comune di Portovenere e Vezzano Ligure (di Mario Bonelli).

VEZZANO LIGURE- Abbiamo letto sul secolo XIX del 20 marzo e del 24 marzo il problema delle anticipazioni di cassa dei due comuni della provincia di La Spezia. Le anticipazioni di cassa hanno la funzione di colmare la lentezza con cui è acquisita liquidità derivante dalle entrate accertate. Le stesse non hanno la funzione di supplire alla mancanza o insufficienza di entrate. Tali anticipazioni devono essere restituite entro il 31.12 di ciascun esercizio.

Se questo non avviene, i pagamenti effettuati grazie a tale liquidità ridurrebbero le somme da iscrivere o da mantenere nel conto residui, migliorando in maniera fittizia il risultato di amministrazione. Tale particolare forma di finanziamento  di cassa, non deve in nessun caso essere utilizzata per alterare il risultato di amministrazione mediante pratiche contabili finalizzate a consentire capacità solo apparente di spesa. La commissione Arconet del 22 giugno 2016 ha espresso apposito parere in merito alle anticipazioni di cassa stabilendo che se l’anticipazione non è restituita entro il 31.12, l’ente avrà un fondo cassa pari a zero.

Le prime riscossioni del nuovo esercizio dovranno essere utilizzate per chiudere il debito da anticipazione.

Gli enti che utilizzano frequentemente le anticipazioni di cassa e le stesse non vengono restituite al 31.12, evidenziano squilibri strutturali della situazione economico finaziaria e patrimoniale che nei casi più gravi può portare alla dichiarazione di dissesto.

Il frequente ricorso alle anticipazioni di cassa per finanziare spese correnti, costituisce una spia di una probabile precarietà degli equilibri di bilancio.

Tale criticità si nasconde nel dislivello tra la velocità di riscossione delle entrate di competenza e dei crediti pregressi, e quella del pagamento delle spese.

Con molta probabilità tale situazione è indice di una gestione dell’ente compromessa e squilibrata.

Il principio della prudenza che è principio basse dei bilanci privatistici, deve essere applicata anche al bilancio dell’ente pubblico.

Le situazioni di crisi finanziaria sono fenomeni annunciati per tempo.

I dissesti e le gestioni squilibrate sono il frutto di una gestione finanziaria sia di competenza, sia di cassa scorretta e sovente ricollegabile a diverse amministrazioni succedutesi nella gestione economica dell’ente.

In tale situazione il compito di noi Revisori sarà quello di verificare trimestralmente che l’anticipazione sia utilizzata per spese già finanziate e non per finanziare nuove spese.

Se tale anticipazione non sarà restituita al 31.12 si dovrà verificare che la stessa venga posta in diminuzione del risultato di amministrazione per non incorrrere in un circolo vizioso.

La corretta contabilizzazione dell’anticipazione di tesoreria assume un ruolo centrale, dovendosi evitare che essa generi fenomeni espansivi della spesa, utili molte volte a generare consenso.

E proprio questo genera manovre elusive consistenti essenzialmente nel programmare una spesa superiore a quella consentita dalle risorse disponibili nell’esercizio finanziario, nel biennio successivo e nel lungo periodo.

Sicuramente l’obbligo di ricognizione straordinaria dei residui attivi (crediti) ha portato l’anticipazione di cassa nel ruolo di incremento delle entrate, ruolo molto pericoloso ai fini degli equilibri.

Paolo Brescia

Segretario Nazionale

Istituto Nazionale Revisori Legali

Mario Bonelli

Segretario Provinciale della Spezia

Istituto Nazionale Revisori Legali

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