La competizione esasperata fra Porti della Liguria nel futuro porterebbe danni irrecuperabili per il Porto di La Spezia e il Golfo dei Poeti.

LA SPEZIA- Leggiamo che abbondano tuttora i sostenitori per un aspetto di  “spezzatino” fra i porti liguri che inevitabilmente porterebbero a competizioni antistoriche ed al rischio di danni imprevedibili per il Porto di La Spezia le cui infrastrutture sono l’anello più debole della regione. Non accettiamo l’idea portata avanti dall’ex senatore Grillo che si è fermato alla portualità di 25 anni fa il cui contesto logistico era assolutamente diverso così come erano diversi i vettori e le navi da trasporto marittimo. Oggi è necessaria un’unità di intenti logistici ed infrastrutturali,pur lasciando spazio ad una competizione organizzativa su moli,ed è necessario puntare su spazi di lunga costa coordinata per razionalizzare gli approdi tenendo conto delle potenzialità di ogni porto con la finalità di battere i nostri concorrenti europei  con una regia che non penalizzi i singoli porti liguri ed a vantaggio della portualità italiana. Infatti sul fronte del trasporto marittimo irrompono gigantesche portacontainers che misurano dai 400 metri e oltre e che sono impensabili per il porto di La Spezia in quanto lo stesso non può essere dragato sino a 25 metri.
Avendo un pescaggio maggiore del nostro fondale dovrebbero arrivare non a pieno carico rendendo la cosa antieconomica mentre con una regia Ligure sarebbe più efficace sostenere il ruolo e difendere l’occupazione rendere concreta la sostenibilità ambientale nel Golfo dei Poeti.

La vera sfida a noi pare sia cercare di non essere miopi tanto da  voler riportare tutto al passato mentre oggi le tecnologie sono diverse e con quelle si devono fare i conti.

(Rita Casagrande, Quartieri del Levante; Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus)

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