IL BICCHIERE E’…..ASCIUTTO di Marcello Delfino

La Spezia, 22 marzo 2018

Mezzo passo avanti e due indietro, questo sembra il trend che contraddistingue l’andamento dei risultati dello Spezia in questo scorcio di campionato.

Non so se sia più o meno “crisi”, come si suole dire in questi casi, certo è che non vi è penuria solo di risultato, anche le prestazioni sono davvero deludenti, quelle almeno dalla sconfitta casalinga col Cesena ad oggi.

In questo contesto anche il pari strappato a Bari deve essere giudicato più come il frutto dei demeriti dei pugliesi piuttosto che di nostri meriti.

Le tre sberle di Perugia sono state la risultanza di una prestazione davvero da dimenticare che ha visto tutti i giocatori giocare al di sotto delle prestazioni cui ci avevano abituati oltre alla perdita di personalità, certezze, autostima, idee comprensibili e forse anche un po’ di voglia di reagire da parte del collettivo.

Poche idee ma confuse, si direbbe per semplificare il giudizio.

Difficile fare classifiche sui singoli, sarebbe impietoso e non aiuterebbe certo a sollevare il morale.

Diciamo che l’unico a mostrare un po’ di vitalità in quel di Perugia è sembrato Marilungo che tuttavia, un po’ per scarsa collaborazione un po’ per inclinazione naturale, finisce per giocare troppo da solo dando l’impressione di volere portarsi il pallone anche a casa.

Il bicchiere deve essere realisticamente giudicato mezzo vuoto se vogliamo utilizzare il noto luogo comune, anzi forse addirittura asciutto.

Non è il caso di fare drammi, capita di passare momenti di poca lucidità e di scarsa reattività.

Quello che bisogna assolutamente evitare, e qui servirebbero più psicologi che urologi, è cadere in quelle forme di assuefazione al risultato negativo, dalle quali è sempre difficile venire fuori.

Dicevamo che di fronte alle ultime prestazioni non c’è né singoli né reparto da salvare.

Il portiere attraversa un momento di scarsa razionalità che lo porta ad atteggiamenti talora avventurosi con uscite avventate ed improbabili inseguimenti di avversari.

I portieri, si sa, devono più degli altri tenere a bada le emozioni perché come sono facili ad esaltarsi dopo interventi importanti così perdono rapidamente fiducia in loro stessi dopo qualche infortunio.

Forse una boccata d’aria, nel senso di una pausa di riflessione, potrebbe restituirgli la necessaria serenità.

La difesa ha forse un po’ sofferto il turnover al quale è stata di recente sottoposta senza peraltro mostrare particolari cedimenti.

E’ il centrocampo che dimostra le maggiori difficoltà laddove Bolzoni, seppur prezioso nel suo lavoro di posizionamento, gioca a ritmi da ballo del mattone e forse accusa una continuità di impiego per lui inusuale.

Anche a lui forse necessiterebbe un po’ di riposo, anche in considerazione di avere a disposizione la naturale sostituzione con Juande che se sul piano del ritmo forse non garantirebbe un grande salto di qualità, su quello tecnico alzerebbe certamente il livello.

Mastinu è stato fermato da qualche fastidio muscolare quando stava crescendo sia come tenuta atletica che come personalità, dimostrando di saper essere finalmente decisivo nel tiro da fuori e nell’ultimo passaggio, come a Bari.

Speriamo che riesca a recuperare velocemente.

Sembra avere raschiato il fondo delle energie Pessina che finora ha “cantato e portato la croce” mentre Mora, per il cui acquisto sono state fatte carte false, non riesce a rispondere alle aspettative che aveva suscitato.

Forse sarebbe il caso di tirare fuori dalla naftalina Maggiore, inspiegabilmente accantonato.

Difficile infine giudicare un reparto offensivo che non riceve i rifornimenti adeguati e dovrebbe fare i miracoli per sfruttare gli improbabili cross del nostro pur sempre valido Pippo e di Lopez o i lanci dalla zona difensiva di Terzi e Giani.

Certo è che i nostri punteros non appaiono comunque scatenati e fra i contorcimenti di Forte, l’evanescenza di Granoche, l’individualismo di Marilungo e il ritardo di condizione di Gilardino non fanno presagire particolari sfracelli.

E Palladino ?

Mah, la Pasqua si avvicina, chissà che nell’uovo……

 

Marcello Delfino

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