Battistini: “Maternità, il San Bartolomeo sarebbe l’ideale”.

GENOVA- L’obiettivo del Sistema Sanitario Regionale dovrebbe essere quello di offrire ai cittadini il miglior servizio possibile sia in termini di professionalità che di strutture. In ASL5 esistono competenze adeguate. Altrettanto non possiamo dire, però, delle strutture. Dobbiamo creare una migliore sinergia tra i due principali ospedali del levante ligure: il Sant’Andrea della Spezia e il San Bartolomeo di Sarzana. Ma questa sinergia non può essere frutto di improvvisazione o di continue sperimentazioni tra un trasloco e l’altro e tra una ristrutturazione e l’altra. I continui cantieri interni del Sant’Andrea ne sono una evidente dimostrazione.

È indubbio: l’Ospedale della Spezia è vetusto, ha numerosi problemi logistici e architettonici ed è oltremodo saturo di reparti e servizi. In quei padiglioni tutto risulta fin troppo compresso e a farne le spese sono, purtroppo, i pazienti. È evidente dunque come non ci si possa più sottrarre a una radicale e ponderata riorganizzazione dei servizi sanitari offerti sul territorio, puntando, innanzitutto, sulla qualità e utilizzando tutti gli spazi oggi disponibili. Abbiamo in mente diverse soluzioni che vanno in questa direzione; partiamo dalla prima.

Un dato di fatto è rappresentato dal grandissimo numero di future mamme della nostra provincia che, a oggi, decide di partorire altrove. Nel 2016 oltre il 40% delle partorienti dello spezzino si è rivolto fuori regione, principalmente nella vicina Toscana. Un’ingente perdita anche economica.

Le ragioni di questa scelta possono certamente essere ricollegate sia ad una maggiore facilità di accesso, per l’intero bacino della Val di Magra, all’Ospedale di Massa, sia ad una struttura, quella del Sant’Andrea, che non risponde alle aspettative di questa importantissima tipologia di utenza. La prova sta nel fatto che tra il 2009 e il 2014 sia quasi raddoppiato il numero delle partorienti che pur residenti nella città della Spezia ha scelto le vicine realtà toscane.

Il nostro compito è quello di fornire una risposta concreta ed efficiente a questa situazione che non può più essere trascurata ma che va affrontata proprio nell’ottica di offrire il miglior servizio possibile alle mamme e ai loro bambini.

Il punto di partenza è il reparto di maternità.

Attorno ad esso costruiamo un ragionamento che metta al centro il benessere della donna e del bambino con professionalità di ottimo livello, che già esistono in ASL5, e un ambiente tranquillo e dagli standard qualitativi elevati.

Il San Bartolomeo di Sarzana per come è concepito e per il luogo in cui è situato, è certamente l’ospedale che si presta a questo tipo di operazione.

Un monoblocco in cui inserire oltre all’ostetricia, il reparto di ginecologia, quello di neonatologia e di pediatria con il relativo pronto soccorso sulle 24 ore, potenziando anche l’attuale blocco di rianimazione e avendo la possibilità, per necessità urgenti, di utilizzare la piattaforma di elisoccorso.

Una visione organica che mira a creare un punto di riferimento.

Una soluzione che consentirebbe di porre un argine importante nei confronti delle fughe di pazienti che, per l’ostetricia, nel solo biennio 2015-2016, ci sono costate oltre 1,5 milioni di euro.

Tutto ciò senza considerare il potenziale di mobilità attiva, e dunque di attrazione di nuova utenza proveniente dai Comuni della Lunigiana, che il presidio di Sarzana saprebbe intercettare con una ulteriore acquisizione di risorse economiche che ASL5 potrebbe reinvestire sui servizi erogati.

Insomma, una soluzione che sotto ogni punto di vista risponde pienamente agli obiettivi che il Sistema Sanitario Regionale, secondo quella che è la nostra visione, deve perseguire: benessere del paziente ed efficienza economica.

Francesco Battistini

Consigliere Regionale

Rete a Sinistra/liberaMente Liguria

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