“Strani movimenti” al Dialma. É questo il nuovo corso?

LA SPEZIA – In seguito al primo articolo pubblicato su LaSpeziaOggi riguardo al destino incerto del Centro Dialma Ruggiero, si è diffusa in città e tra i numerosi utenti del Centro, nonché tra gli abitanti del quartiere, una notevole preoccupazione. É stata lanciata una petizione e sono state poste delle domande all’Amministrazione. Le risposte però non sono state esaustive.

Le domande erano: perché “passare” il Dialma dal settore cultura al settore patrimonio? A quanto ammontano PRECISAMENTE le spese di gestione della struttura che i vincitori del bando dovrebbero poi dividersi? Dire che l’amministrazione risparmierebbe duecentomila euro non é corretto perche questo importo é dato in sostanza dal costo dei tre dipendenti che in realtà verrebbero semplicemente trasferiti altrove.

L’Amministrazione promette che la struttura non sarà venduta e privatizzata e che manterrà la sua destinazione di centro culturale ma, non per essere malpensanti e maldicenti, ci permettiamo di avanzare qualche dubbio.

Innanzitutto non c’é concretamente un bando. Ha idea l’amministrazione di come strutturarlo?  Prima di calarsi nel ruolo di agenti immobiliari che accompagnano potenziali “clienti” a fare “sopralluoghi” come è successo in questi giorni con una scuola di musica, che poi dopo i maldicenti dicono che il bando é stato fatto ad hoc per Tizio e Caio, in nome della massima trasparenza sarebbe opportuno tirar fuori prima il bando.

Avanziamo dubbi, inoltre, perché certi “film” sono già stati visti, rivisti e stravisti. Nel momento in cui tra un anno o due la cosa non dovesse funzionare perché appunto le spese sarebbero troppo alte, quale sarebbe il piano B? Chiudere? O a quel punto vendere? Le parole sarebbero “noi ci abbiamo provato” e bla bla bla. Ma le “prove” non si fanno con soldi e beni pubblici, soprattutto mettendo a rischio una realtà consolidata da anni e che è una delle poche che ha raggiunto e mantenuto gli obiettivi di partenza.

In tutta questa fame di spazi, inoltre, nessuno prende in considerazione la ex biblioteca Beghi, chiusa ormai da un anno e abbandonata a se stessa. Recuperiamola prima che sia troppo tardi, affidiamola, sfruttiamola, perché rischia di aggiungersi all’elenco delle strutture fatiscenti e abbandonate.

Si confronti, infine, il sindaco Peracchini in sede pubblica con i cittadini e con le realtà che oggi vivono il Dialma Ruggiero, se ne assuma pubblicamente – e non in camera caritatis – la responsabilità.

 

Paola Settimini

Advertisements
Annunci
Annunci