SPEZIA, BELLO DI FUORI di Marcello Delfino

La Spezia, 15 marzo 2018

La partita di Bari, giustamente temuta non solo per la sua oggettiva difficoltà ma soprattutto perché seguiva due prestazioni sconfortanti, ha confermato quello che ormai sosteniamo da un po’ di tempo.

Questa squadra, difficile dire se per scelta o per l’affermarsi di peculiarità naturali, ha mutato profondamente le proprie caratteristiche e da martello pneumatico che rimandava flessi dal Picco gli avversari mentre, a sua volta, tornava china da ogni trasferta, si è trasformata in compagine corsara sui campi avversi, anche i più problematici, e però incapace di di imporre il proprio gioco nelle gare casalinghe.

Entrambi gli incontri disputati consecutivamente al Picco sono stati deludenti, anche a fronte delle aspettative – sei punti – che avevano suscitato autorizzando perfino a pensare che ci si fosse incamminati in un periodo di cosiddetta crisi, quelle difficoltà di gioco e di autostima che ogni tanto le squadre di calcio devono affrontare e, se possibile, superare.

Quando in casa si pareggia, o peggio, si perde e lontano dalle proprie mura si perde sempre, il responso della classifica è tale da fare tornare il torcicollo per guardare indietro e riporre nel cassetto i sogni di play off.

Questa trafila si è fortunatamente interrotta rapidamente con la gagliarda prestazione di Bari che ha confermato come gli aquilotti si adattino bene al gioco altrui, disponendosi per contrastarlo e conseguentemente a controbatterlo.

A Bari abbiamo altresì potuto verificare come la rosa della squadra sia larga e di qualità.

Lo Spezia, insomma, ha, come si suol dire, la panchina lunga nel senso che ha a disposizione tante risorse che possono tranquillamente disputarsi il ruolo di titolare ad un livello assolutamente all’altezza della Serie B di oggi.

Il turnover coraggiosamente adottato da Gallo, soprattutto per fare rifiatare giocatori fino ad ora molto utilizzati anche in previsione del doppio impegno settimanale, ha dimostrato, non ce ne voglia il mister, che forse ci si poteva pensare anche un po’ prima senza spremere all’eccesso alcuni ragazzi che poi naturalmente tendono ad abbassare il loro rendimento.

Se c’è da fare un appunto, se mai, a seguito della trasferta in Puglia, è forse la mancanza di coraggio che avrebbe consentito di portare a casa il risultato pieno.

Ma non possiamo dimenticare che i due passi falsi interni con Cesena e Ternana avevano abbassato paurosamente il livello di autostima e fatto venir meno troppe certezze per poter affrontare la trasferta di Bari con la necessaria spavalderia e con quel minimo di incoscienza che servono per fare l’”impresa”.

Da Bari, comunque, buone notizie.

Buone notizie per il pacchetto difensivo che, anche senza il suo capitano, ha dimostrato la solidità e la compattezza già nota, buone notizie per la prestazione di Mora che ha dimostrato quanto sia proficuo avere pazienza ed attenderlo, il gioco vale sicuramente la candela.

Buone notizie da Pessina che sembra avere recuperato smalto e lucidità offuscati dai troppi impegni cui è chiamato a rispondere.

Ottime, poi, le notizie riguardo a Mastinu che incomincia a credere anche lui di avere le qualità per svolgere il ruolo strategico affidatogli: spensierato nel provare il sinistro da fuori e finalmente decisivo negli ultimi passaggi come dimostrano gli assist che hanno messo Forte e Granoche in condizione di segnare.

Per non parlare di Augello, una vera sorpresa.

Umiltà, lucidità, buon senso, applicazione sono state le qualità che gli hanno consentito di disputare una partita con i fiocchi, tanto che oggi si propone seriamente quale realistica alternativa al generoso ma talvolta confuso Lopez.

E che dire di Forte ?

Attaccante ancora da decifrare fino in fondo che però mostra indiscutibilmente una grande volontà oltre buone doti tecniche accompagnate ad un ottima prestanza fisica.

Se, poi, decide di coltivare quel vizietto di “buttarla dentro”, davvero potrebbe essere per lui l’anno della verità.

Diamo il bentornato a Juande sperando di vederlo più spesso “toreare” a centro campo e prepariamoci alla prossima trasferta di Perugia, un altro appuntamento irto di difficoltà.

Affrontiamolo con il solito buon senso ed un po’ di sfrontatezza in più e, se andasse male, per favore, non facciamone una tragedia tornando a parlare di salvezza. Non sarebbe davvero il caso.

In settimana, sul giornale di famiglia, il letterato – nel senso che scrive lettere – consigliere urologo ha lanciato la proposta di ridurre il prezzo del biglietto per i ragazzi.

Non sappiamo quanto conti in seno al Consiglio, non abbiamo avuto notizia se poi sia stato confermato come capo-delegazione a Bari o l’abbiano sostituito.

Comunque non si capisce perché lo proponga. Lo faccia.

Marcello Delfino

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