Opinioni sul voto/2: Alberto Scaramuccia.

Non saprei la destra, ma la categoria della sinistra è da un bel po’ che non ha più senso essendo rimasta ancorata a un sistema valoriale che è stato svuotato nel suo significato nell’ordine, da: caduta del Muro, global-mondializzazione, venuta dell’euro, allargamento della Comunità Europea, conflitti vari e bolla economica esportata da Wall Street.

Di fronte a questi macrocambiamenti la sinistra è rimasta alla Guerra fredda rifiutandosi di capire quello che stava succedendo. Ma ricordate l’espressione trionfante del Presidente Prodi quando annunziava l’ingresso della Romania nella Comunità affermando che il loro ingresso aveva impedito una guerra?

Siamo stati governati da altri, come prima, ma senza che vi fosse più il pericolo rosso che certo era collante ideologico per l’una e per l’altra parte, ma costituiva anche un limite oltre il quale non andare.

Io andavo a parlare con i vecchi compagni di piazza Brin quando il loro quartiere fu invaso dai latinos e i prezzi delle case caddero verticalmente. Andate a parlare con i genitori degli asili comunali che pagano la retta secondo Isee e vedono che gli immigrati non pagano neppure il minimo perché non hanno reddito. Però, portano i bambini a scuola anche hanno più di 38 di febbre perché devono andare a lavorare. In nero. E intanto contagiano gli altri bimbi.

Quanti compagni hanno votato Manfredini per non dare il suffragio alla destra chiudendo gli occhi su una sinistra che ha ignorato la parola ‘partecipazione’, che ha creato il danno di Acam per alimentare il proprio sottogoverno dimenticando che gran parte del popolo della sinistra è nato con la questione morale e contro un sistema di potere fondato su clientela e nepotismo. Una sinistra che si è distaccata totalmente dalla sinistra che allargava il consenso includendo con la partecipazione e non con il sottogoverno.

I giovani del Pd hanno commentato la disfatta dicendo che i voti mancanti sono quelli dei morti. È vero; una generazione è giunta al termine e non ci sono i ricambi perché è difficile coinvolgere oggi chi non è privo di un background ideale che i tempi moderni non danno più. Responsabile per qualche anno dell’organizzazione in una sezione di strada del vecchio PCI, ricordo come era già non facile allora il proselitismo. Immagino che oggi sia cosa improba. Quelli che si sono buttati su LeU, sono i residui di una sinistra che si è presentata proponendo nuove tasse e accoglienza indiscriminata, privi di una qualsiasi intelligenza politica. Dire che la proprietà è un furto, è asserzione anche condivisibile, ma quanto seguito può avere nella società un’affermazione del genere? Alle prossime elezioni LeU, o la sigla che si presenterà con programma identico o simile, prenderà ancora meno voti: non per dissonanza ideologica, ma per banali motivi anagrafici. Taccio delle altre formazioni cosiddette a sinistra: neppure i gruppuscoli di sessantottesca memoria riscuotevano minor consenso.

La ricetta non è affatto facile da definirsi, ma sono convinto che il primo passo sia, come si diceva una volta, il ritorno della politica ad una funzione di liturgia, parola che in greco significa servizio e che stona molto con il tornaconto personale che sembra essere il valore fondante di ogni attività politica oggi.

Alberto Scaramuccia, scrittore spezzino.

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