CASTORI CONTINUA.………A ROSICCHIARCI PUNTI di Marcello Delfino

La Spezia, 8 marzo 2018

Brutto risveglio dopo un bel sogno che cominciava a delinearsi e ad acquisire le sembianze della realtà.

Il solito Castori ci ha tirato giù dalle nuvole facendoci riassaporare l’acre sapore della polvere.

Alla solita maniera, con quel fare furtivo e sparagnino col quale tutte le volte che viene al Picco se ne torna con qualcosa in tasca.

Il calcio non è soltanto tecnica e muscoli, è anche cervello, ed allora rendiamo merito a chi lo sa usare sopperendo magari alle difficoltà derivanti da una rosa non sempre all’altezza.

Ci abbiamo messo certamente del nostro nella sconfitta casalinga col Cesena: la squadra, l’allenatore ed un pubblico che cala sempre di più al di là delle condizioni meteorologiche più o meno proibitive che, fino a qualche tempo fa, rappresentavano solo un dettaglio.

Quella curva andrà coperta, è vero, ma quanta acqua abbiamo preso, quando gli anni ce lo consentivano ancora, per assistere a partite contro squadre di paesi sconosciuti o di cui venivamo a conoscere l’esistenza proprio grazie alla passione per le aquile.

Torniamo al campo, per darci qualche spiegazione di questo passo falso che rischia di rimettere in discussione tutte quelle certezze acquisite fino ad oggi.

Non c’è dubbio che c’entri la giornata sfortunata del nostro simpatico e bizzarro portiere ma anche il portiere sente gli influssi della sorte e, come gli altri, qualche volta sbaglia, solo che quando sbaglia lui prendi gol, se sbagliano gli altri di solito te ne dimentichi dopo dieci minuti.

Ma dopo avere raggiunto il pareggio, grazie ad un capolavoro di tecnica di un rigenerato Marilungo, nessuno si sarebbe aspettato di andare sotto di nuovo.

Questa sensazione, vivissima sugli spalti, è stata condivisa dai ragazzi in campo che, rinfrancati, hanno pensato di avere davanti un’autostrada sulla quale volare a duecento all’ora verso il risultato pieno.

Non si sono accorti che, votandosi forse un po’ dissennatamente all’attacco, l’autostrada l’hanno lasciata agli uomini del furbo Castori che ci hanno nuovamente, e questa volta definitivamente, trafitti.

Premettendo che tutta la squadra, con eccezione di pochissimi, ha giocato abbondantemente sotto le proprie possibilità, sia come gioco collettivo che come prestazioni singole, compreso l’allenatore, dal confronto sfortunato col Cesena qualche indicazione arriva ugualmente, in un senso e nell’altro.

E’ da chiarire la posizione in campo di Mora, che va comunque atteso con fiducia affinché si integri con il resto della squadra, che dimostra poca lucidità così da risultare approssimativo nel gioco con i compagni oltre che incerto nella tecnica individuale.

Sarebbe stato forse più utile sostituirlo con Maggiore piuttosto che con il timido De Francesco per il quale sembrerebbe logico attendere situazioni meno compromesse per inserirlo compiutamente nell’organico.

Buone notizie vengono invece da Mastinu che continua a progredire nel ruolo che gli viene affidato, ruolo fondamentale per la squadra.

Deve però essere più decisivo nell’ultimo passaggio, lasciando libera la propria fantasia di provare giocate ambiziose che creino l’occasione per gli attaccanti.

E meno timido nel tiro da fuori, rischiando anche qualche brusio da parte del pubblico ma osando di più, visto che la precisione e la potenza non mancano davvero al suo piede mancino.

Ora ritorniamo a parlare di salvezza, di quota cinquanta e di altre autoflagellazioni.

Vabbè, la scaramanzia fa parte di quel po’ di napoletanità che informa anche il nostro modo di essere. Ci sta tutto.

Urge una pronta riscossa e l’occasione si presenta giusto sabato allorché ospitiamo la Ternana, fanalino di coda ma reduce da un brillante successo casalingo sulla Cremonese, successo che, a giusta ragione, avrà risvegliato le ambizioni per riprendere il cammino verso la salvezza.

Niente di facile, dunque, anche in considerazione delle nostre difficoltà, oggi più evidenti in casa che in trasferta.

Ed il pubblico si ritovi un po’ meno imborghesito e torni sulle gradinate del Picco a fare sentire la propria voce ai nostri ragazzi ed agli avversari come è nelle migliori tradizioni di questa città.

La serie B è una fortuna di cui dobbiamo godere a piene mani, non è certo il caso di snobbarla.

Marcello Delfino

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