“Storia di Paola” alla libreria “LIBeRI TUTTI” giovedì 8.

LA SPEZIA– Giovedì 8 marzo alle ore 18 alla Libreria Liberi Tutti “L’ultima parte del cuore a invecchiare è il cuore – Storia di Paola” di Gianni Lodi, liberamente ispirato a: Paola Leonardi, “Sapori e saperi delle donne“, Iacobelli ed., lettura scenica di Daniela Campagnolo.

Gli anni Sessanta e Settanta costituiscono uno spartiacque fondamentale, capaci di mutare radicalmente non solo le società, ma il modo di essere e di pensare di donne e uomini. Il monologo segue Paola nel suo passaggio dall’avvilente vita di provincia vissuta fino ai vent’anni al riscatto consentito dalla partecipazione ai movimenti collettivi, che a partire dal Femminismo hanno portato le donne dentro la storia e dentro se stesse. La protagonista ripercorre le tappe fondamentali di queste vicende, individuali e collettive insieme: dalle frustrazioni adolescenziali al risveglio di una coscienza civile come studente di Sociologia all’Università di Trento fino alla partecipazione al Movimento delle Donne per la loro liberazione e autonomia. Altra tappa fondamentale di questo percorso è la partecipazione alla chiusura del reparto femminile dell’Ospedale Psichiatrico di Piacenza, realizzata sull’onda dell’esperienza fatta a Trieste da Franco Basaglia e dalla sua équipe. Oggi, alla soglia dei settant’anni, Paola è pronta a trasmettere il senso profondo di questi vissuti alle generazioni più giovani, rivolgendo uno sguardo di speranza verso un futuro che comunque merita di essere vissuto. L’aspetto sorprendente del testo è che Paola ha molto chiaro come il suo impegno nel sociale proceda in parallelo alla ricerca di una qualità di vita elevata. Quindi una donna colta e intelligente, elegante e seduttiva, capace di mantenere il candore dell’infanzia anche quando scopre di avere qualche problema a guardarsi allo specchio. Risolve l’imbarazzo sognando che un giovane fotografo americano la voglia immortalare con il suo cappellino preferito come fa con alcune ex-ragazze di New York, sue coetanee. Pure i passaggi più drammatici del racconto, come il complesso rapporto con una madre iperprotettiva e con un padre del tutto assente, si stemperano in un clima di leggerezza e di sottile autoironia, tipico dell’interloquire tra amiche.

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