“Sebben che siamo donne” a La Spezia, Massa e Varese Ligure per la Festa della Donna.

LA SPEZIA- Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina MirabelloSebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” (edizioni Cinque Terre) sarà protagonista nelle iniziative dedicate alla Festa della Donna.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 7 marzo alle 17 a Massa, alla libreria Libri in Armonia (via Pacinotti, 16). Giovedì 8 marzo il libro sarà presentato alle ore 11 alla Spezia nell’Auditorium dell’Istituto Superiore Cardarelli (via Montepertico, 1) e alle ore 17 nella Sala Consiliare di Varese Ligure (via Municipio, 26), uno dei luoghi simbolo della Resistenza nella IV Zona Operativa. Quest’ultimo appuntamento, organizzato dai Comuni di Varese Ligure e di Maissana, vedrà gli interventi dei rispettivi Sindaci, Gian Carlo Lucchetti ed Egidio Banti, e di Doriana Ferrato, presidente della Sezione della Spezia dell’Associazione Nazionale Deportati.

L’intendimento del libro è quello di fornire un materiale organizzato, anche documentario, tramite il quale capire con la ragione e percepire sentimentalmente il fenomeno della Resistenza al femminile: moltissime donne, nate e cresciute sotto il fascismo, mai prima protagoniste, compirono dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943 scelte morali pesanti e drammatiche. Parteciparono agli scioperi operai, organizzarono proteste, diventarono staffette o partigiane in armi. Nelle campagne e nelle montagne si sviluppò la Resistenza civile delle donne, che furono curatrici e sostenitrici: senza il loro aiuto, variamente declinato fra silenzio, protezione, assistenza, il movimento partigiano non avrebbe potuto superare le traversie del durissimo inverno 1944-45.

Senza la pretesa di esaurire l’argomento “Donne e IV Zona Operativa”, il libro sicuramente costituisce una novità e un punto fermo: il nuovo sta nell’articolazione dei contenuti, nell’apparato di note, nell’ agevole accesso al materiale anche grazie all’indice analitico, nelle indicazioni bibliografiche, nell’ampia documentazione fotografica; il punto fermo è dato dal fatto che sono state raccolte- e oltre l’attuale fase storica sarebbe stato davvero impossibile- le ultime testimonianze delle protagoniste e/o di chi a stretto contatto con esse ha vissuto: 32 sono i ritratti delle donne partigiane, e un intero capitolo è dedicato alle donne delle campagne e delle montagne.

Il libro sarà quindi l’occasione per una riflessione sul percorso di emancipazione delle donne. “Indubbiamente -sostengono gli autori- senza la Resistenza non ci sarebbe stata la Costituzione e gli articoli che sanciscono l’emancipazione e l’eguaglianza femminile. Ma va anche detto che l’onda lunga partita dalla Resistenza si infranse spesso contro la mentalità dell’epoca e contro una legislazione arretrata che impiegò lunghissimi anni per adeguarsi ai cambiamenti previsti dalla Legge fondamentale dello Stato. E se nel tempo la legislazione si è faticosamente adeguata, sulla mentalità e sui comportamenti relativi all’epoca che viviamo, ci sarebbe ancora oggi molto da ridire”.

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