“Agrodolce” al Teatro Astoria l’8 marzo.

LERICI – Per l’8 marzo, festa della donna, il Comune di Lerici invita al Teatro Astoria per un momento teatrale che farà sorridere e riflettere offrendoci uno squarcio del mistero, del coraggio e della sensualità delle donne. Si intitola Agrodolce ed è uno spettacolo forte e irriverente, a metà fra il cabaret e il salotto letterario.

Sotto lo sguardo di Dioniso-Giovanni, suonatore di tromba, cinque libere donne vivranno e si racconteranno le più varie esperienze, muovendosi al ritmo della musica e della voglia di esplorare l’universo femminile senza inibizioni e con quel senso di leggerezza che ci fa esclamare: “Omnia munda mundis…tutto è puro per i puri”.

Così il multiforme mondo femminile si svilupperà attraverso racconti, poesie, cronache e ricette, in un’altalena continua di comico, drammatico, piccante e dolce, nella più sfrenata libertà.

Lo spettacolo, che avrà inizio alle ore 21, sarà a ingresso gratuito con offerte a sostegno della Lilt, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori.

<L’Amministrazione Comunale di Lerici desidera, attraverso l’iniziativa, dare risalto a questa festa, credendo fermamente nel ruolo della donna nella nostra società – commenta il vicesindaco Lisa Saisi -. Siamo felici di aver associato a questo spettacolo la spontanea raccolta fondi a favore dell’associazione Lilt,  che opera in un campo così delicato e, nello stesso tempo, si fa promotrice di specifici progetti rivolti alle donne, mirati anche fornire loro sostegno psicologico nei problemi che quotidianamente si manifestano nel corso della malattia. La festa delle donna diventa  l’occasione per stare bene insieme, fra donne, affrontando nello stesso tempo tematiche importanti>.

Lo spettacolo diventa così veicolo del concetto di libertà.

Libertà di prendersi in giro, di ridere di se stesse e del loro sesso.

Libertà di volare con la poesia e di calarsi nella più buia e dolorosa realtà.

Libertà di conoscere senza ipocrisie e di sdrammatizzare con un sorriso la crudezza del dolore.

E alla fine il gioco riserverà una sorpresa all’altezza del mito: il mito di Dioniso, divinità della mitologia greca, enigmatica e ammaliante. La sua figura è strettamente legata alle origini del teatro, infatti la tragedia è una creazione del mondo greco e tutti gli studiosi concordano sulla sua iniziale matrice religiosa rintracciata nei riti in onore di Dioniso, di cui la danza e la musica erano parte integrante.

Specifico del culto dionisiaco è la partecipazione esclusivamente femminile alle cerimonie. In questo salotto di donne di varie età e professioni, boudoir Dionysus, il dio dell’ebbrezza si è presentato, ha reso più acuta la vista e sconvolto i cuori delle attrici, infondendo energie inattese e facendole scalpitare come interpreti di storie vere, similvere e verosimili. La loro fragilità si fa così forza travolgente di orgoglio femminile e di denuncia della violenza.

In scena Simonetta Avanzini, Alessandra Bianchi, Raffaella Cappelli, Jole Rosa, Valentina Volorio, Giovanni Franceschini. Arredamenti Lorenzelli. Musiche di Eddy Mattei.

Luci Stefano Rolla.

Assistente regia Laura Martinelli.

Regia di Jole Rosa.

 

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