Mattia Bonetti da Bacchus “Canzoni in libertà”

La Spezia – Martedì 27 febbraio alle 21,30 l’osteria Bacchus è lieta di ospitare il giovane cantautore lunigianese Mattia BonettiOriginario di Bungendana in Burundi  Mattia Nicintije Bonetti si è fatto apprezzare nella sua recente esibizione a Spëremo Festiaval e torna da Bacchus per presentare il suo lavoro completo “Canzoni in libertà”.  Classe 1994 cresce prima a Milano, poi a Fosdinovo coltivando la stessa passione del nonno e del papà: la musica. Il suo primo album “Canzoni in Libertà”, è uscito lo scorso 1 giugno, e presentato poco dopo in concerto in Lunigiana, può essere acquistato proprio a Fosdinovo, Fivizzano o contattando il cantante direttamente su Facebook. Ma non solo. Mattia, è infatti pronto per partire con un piccolo tour di presentazione dell’album, il quale toccherà città come Genova, Milano e Firenze, e soprattutto, alcuni brani parteciperanno al Premio Tenco e al Premio Fabrizio De André.

Giovanissimo, trasferitosi a Fosdinovo, Mattia si approccia alla musica sin da piccolo, mostrando le sue radici, e scegliendo di frequentare un corso di congas. Dalla batteria alla chitarra da autodidatta poi, nel 2009, fonda i Violet, una rock band di cui, lui stesso ne è batterista e compositore. Nel 2012 partecipa a Sanremo Rock, dove viene notato, ma per fedeltà a se stesso, decide di rinunciare a Sanremo Nuove Proposte. Ma il cantante non si ferma, e tra il 2009 e il 2013, con la sua band, tiene più di 50 concerti sul territorio, partecipando tra questi, al Volerock. Cresciuto, termina l’esperienza con i Violet, torna a Milano da musicista di strada e studia all’Università, Ingegneria del Suono. É qui che approfondisce la composizione e inizia a scrivere i suoi primi testi in italiano, avvicinandosi alla canzone d’autore. In Lunigiana, Mattia continua a suonare, e nel 2014, ha l’occasione di farlo con Irene Fornaciari. Terminati gli studi, torna a “casa” e a Caniparola, apre il DemaStudio, studio di registrazione e scuola di musica, dove insegna batteria e chitarra, adottando un metodo di insegnamento che sposa un approccio autodidatta. “Juke box umano”, dal nome del suo spettacolo, in cui interpreta ogni brano richiesto dal pubblico, Il giovane si dedica ai suoi inediti da fine 2016 arrivando fino ad oggi, alla pubblicazione del suo primo album. Per questo giovane cantautore, la musica, ragione di vita sin dalla nascita, da sempre rappresenta un potente strumento di espressione artistica ma soprattutto dotato di una forte valenza sociale. Non a caso, di recente, pare aver riscoperto un grande amore per la musica folkloristica. Questa convinzione, porta Mattia a suonare la sua musica – e quella degli altri – nei reparti di oncologia, nelle case di riposo, nei carceri. E anche nei suoi testi, questa, è una dichiarazione di intenti riscontrabile. Nell’album “Canzoni in Libertà”, interamente autoprodotto e registrato senza ricorrere ad alcun strumento virtuale, è contenuta una selezione di canzoni che Mattia ha scritto tra i 19 e i 22 anni, dove, malgrado la giovane età, il cantante affronta i temi più disparati: dalla drammatica seppur romantica storia del fantasma del castello di Fosdinovo, a quella di un fiore che decide di sbocciare solo davanti a una prigione, dalle vicende di una ragazza del liceo rimasta incinta, a una storia all’interno di una mensa per poveri, da un genocidio avvenuto in Burundi a una riflessione sulla disobbedienza civile, e molto altro. Una scelta tematica davvero eterogenea, ma che trova proprio nel titolo dell’album un filo conduttore che rispecchia la necessità di unire canzoni così diverse: la libertà.

Mattia ha già vinto nel marzo 2017, il “Premio Baccanali” del Museo della Resistenza con i brani “Il Francese e il Siriano” e “11.12.15”, e come già detto, parteciperà prossimamente ad altri due Premi prestigiosi per la canzone italiana. La musica di Mattia Bonetti, si riconosce in quella d’autore, perché è sicuramente da quella parte che vuole stare, ma il cantante non dimentica le sue origini, e le ricorda, rinnovando come ha sempre fatto fino a qui, la sua sete di conoscenza artistica, crescendo ogni giorno di più.

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