Il Comitato “Quartiere Umberto I” conferma il NO alla possibile chiusura della scuola di Via Firenze

LA SPEZIA- In seguito all’avvenuto incontro in merito alla presentazione del progetto di riqualificazione urbana, prima di tutto ribadiamo come Comitato del Quartiere Umberto I la nostra posizione rispetto alla questione della scuola per l’infanzia di via Firenze.

Noi vogliamo che questa scuola non sia dismessa perchè è parte dell’anima e della tradizione del nostro quartiere e vogliamo poter continuare a mandarci i nostri bambini. La scuola deve essere mantenuta e devono essere fatti i lavori per metterla a posto. L’idea di chiuderla per farci al suo posto un ostello è un’assurdità, come lo è  mandare i bambini tutti stivati  insieme ai ragazzi delle scuole elementari e medie in via Napoli , e gli addetti ai lavori della comunità scolastica ci hanno spiegato che è anche tecnicamente sbagliato.

Sappiamo che questa è un’idea della vecchia amministrazione. Noi l’abbiamo combattuta e contavamo di non sentirne più parlare. Dalla nuova amministrazione ci aspettavamo una radicale discontinuità, cioè il cambio, insieme alla facciata degli organigrammi amministrativi, della mentalità, della cultura, della concezione del fare amministrazione. In particolare e per lo meno, per i progetti più scellerati e contestati del ceto politico passato vengano archiviati definitivamente.

Ci opponiamo con decisione alle due giustificazioni  che ci vengono fornite ora, cioè che la scuola di via Firenze ha bisogno di interventi di straordinaria manutenzione e che il Comune ha ottenuto un finanziamento dallo Stato per il nostro quartiere che presuppone l’operazione di dismissione della scuola di via Firenze.

La scuola oggi ha bisogno di lavori perché è stata scientificamente abbandonata al suo destino in questi anni dal Comune, forse proprio al fine di preparare il pretesto con cui oggi la si vuole chiudere. E’ una cosa inaccettabile a cui un’amministrazione seria deve rispondere in un solo modo: fare i lavori che servono, ricercare e semmai sanzionare le responsabilità tecniche e politiche che hanno portato ad anni di sistematica omissione dei lavori di manutenzione che occorrevano. E, visti gli atti, non ci può convincere neppure il ricatto dei soldi per il quartiere. Per inserire la dismissione della scuola di via Firenze nel piano presentato al governo per avere i soldi di cui oggi si parla, è stato presentato al governo stesso un documento nel quale l’edificio che ospita tutt’ora la scuola è stato definito – cosa non vera – ex fabbricato scolastico. E questo non è un dettaglio da poco. E poi come si fa ad accettare l’idea che la riqualificazione di un quartiere come il nostro, dove i servizi scarseggiano e dove ci sono pesanti problemi di vivibilità  e di coesione sociale, presupponga la rinuncia ad una delle sue scuole? Una scuola che è un faro acceso sulla via dell’integrazione e della formazione,  nel cuore del nostro quartiere. Non ci crediamo alla scusa che questa idea è irrevocabile se non a pena di perdere tutti i contributi. Sappiamo che in base all’evolversi delle situazioni contingenti un piano di interventi complessi cofinanziati può essere modificato, emendato, rimodulato strada facendo. E’ successo anche nel caso del Por/Fesr di Federici: fra lavori in ritardo e pratiche sbagliate, il piano è stato in un paio di occasioni rimodellato, spostando soldi, cancellando interventi e aggiungendone di nuovi. Nessuno ha battuto ciglio perché era tutto legittimo.

Il nostro Comitato è portavoce di un quartiere che meno di due anni fa si è già espresso contro la possibile chiusura della scuola, contro la sua vendita e contro la  trasformazione in ostello  con una petizione popolare.

Inoltre intendiamo esprimere che, qualora dovesse venire approvato il progetto da parte della giunta comunale e di conseguenza cambiata la destinazione d’uso della scuola a struttura ricettiva turistica (nodo cruciale per l’erogazione dei fondi da parte del governo) il Comitato sarà disponibile a collaborare o a battersi se necessario per arrivare ad individuare una soluzione che più si avvicini alle volontà ed alle esigenze dei cittadini residenti.

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