DAGLI ATRI MUSCOSI DAI FORI CADENTI…..A NOVARA COL COLTELLO FRA I DENTI di Marcello Delfino

La Spezia, 22 febbraio 2018

La brumal Novara che fu infausta a Carlo Alberto è stata invece generosa per Fabio Gallo.

Se dopo  la battaglia della Bicocca nel marzo del 1849, immortalata da Carducci nella patriottica ode “Piemonte”, come ci insegnavano a scuola, il mite Carlo Alberto decise di lasciare il suo regno, al contrario, dopo la recente battaglia di sabato scorso, Fabio Gallo si ritrova sempre più saldo alla guida delle Aquile.

So benissimo che il paragone non c’entra proprio niente, ma mi piaceva questo volo pindarico a ritroso che mi ha riportato ai felici giorni dell’adolescenza allorché una professoressa alle soglie della pensione, allora ci si andava, piemontese, sabauda e patriottica, con enfasi e con qualche schizzo di saliva di troppo a danno degli occupanti dei primi banchi, recitava i versi ridondanti ed appassionati del Carducci.

Fabio Gallo, concentrato più sulla partita che sull’amor di patria e sulla passione nazionalistica, ha messo in campo, nella brumal Novara, una squadra sparagnina e concreta che ha portato a casa un risultato utile e particolarmente significativo se pensiamo anche a come si erano messe le cose.

Di Carlo, Mimmo, a differenza di Carlo Alberto, non ha abdicato ma ha fatto buon viso a cattivo gioco e con la consueta furbizia tutta ciociara ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno soffocando le consuete pie orazioni che talvolta lo hanno costretto in castigo per qualche giornata.

Lo Spezia è davvero una squadra forte soprattutto dalla cintola in giù.

In tutti sensi.

Nel senso, prima di tutto, che obbedisce alla nota filosofia calcistica che, facendosi un bel baffo delle teorie sacchiane, teorizza, non senza ragione, quella verità inconfutabile ben sintetizzata dal motto “primo, non prenderle”.

E poi perché in effetti la squadra ha dimostrato di avere quegli attributi che gli uomini vantano appunto sotto la cintola, di essere cioè coriacea, ostica, gagliarda e dura a morire.

E si che a Novara la difesa, che come quella del Palermo è la meno perforata del campionato avendo subito 24 gol in 26 partite, ha sofferto anche qualche momento di disattenzione come nell’occasione del gol subito, confermando comunque tutta la sua solidità e compattezza e, anzi, sfoderando nell’occasione un Di Gennaro superbo che ha dimostrato tutto il  talento che possiede oltre ad un po’ di sconsideratezza da ragazzo estroverso ed imprevedibile quale è.

D’altronde se fa il portiere, una ragione ci sarà.

Certo non è di tutte le domeniche, anzi i sabati, vedere che il portiere nell’intervallo rimane in campo al freddo a giochicchiare con i ragazzini in vece di andare a riscaldarsi con i compagni negli spogliatoi. Ma i geni, si sa.

Buon punto, dunque, che ha confermato il positivo momento anche se non si sono visti grandi progressi in ordine alle difficoltà attuali della squadra, difficoltà che fanno riferimento alla scarsa capacità di proporre gioco e di creare occasioni per gli attaccanti.

Il gol è nato da un acuto da vero bomber di Forte che ha intercettato la solita palla calciata senza alcuna lucidità verso la porta avversaria dal guerriero Lopez ed ha così ripagato la fiducia che il mister gli concede a piene mani.

A proposito del guerriero, come viene appassionatamente chiamato dai suoi fans entusiasti che ne apprezzano soprattutto l’impegno ed il focoso temperamento, dovrebbe forse imparare a gestire meglio gli effetti della circolazione sanguigna, tenendo presente che se il sangue viene tutto richiamato dai muscoli per gli sforzi eccessivi cui sono sottoposti, non ne rimane un quantità necessaria ad alimentare la cabina di regia ed a garantire quel minimo di lucidità che a volte aiuta a fare con tranquillità le cose semplici e ad evitare di commettere qualche guaio.

Abbiamo rivisto un buon Maggiore, gli ha fatto bene un po’ di riposo che ora servirebbe a Pessina per riaverlo a tutto servizio come fino a qualche settimana fa.

Ci aspettano tre partite casalinghe con la Salernitana, il Cesena e la Ternana intramezzate dalla trasferta infrasettimanale di Bari, gare che sembrano alla portata ma che vanno affrontate con tanta umiltà ed applicazione visto che, a differenza del girone di andata, oggi le maggiori problematicità le incontriamo più nelle partite casalinghe che in quelle lontano dal Picco.

La saggezza e l’equilibrio di Fabio Gallo, che non si vergogna di aggiungere un difensore in più quando serve serrare le fila per non tornare a casa “belli ma sfortunati” come si diceva una volta, ci garantiscono che lavorerà con profitto per rendere più brillante e produttiva anche la manovra offensiva.

In attesa del ritorno di Gilardino, del recupero di Palladino, del rilancio di Marilungo.

Non mi pare poco.

Marcello Delfino

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