Nella bagarre elettorale qualche consigliere parla del Porto in modo spropositato.

LA SPEZIA– Nella bagarre elettorale alcuni consiglieri parlano del Porto in maniera spropositata. Sono senz’altro convinti che il porto commerciale è una realtà importante per l’occupazione nel nostro territorio ed escludiamo la sua chiusura anche se ambientalisti,nonostante qualcuno,sostenendo interessi di parte continua a sostenere ”il tutto o il niente” ovvero una espansione portuale in cui si guardi solo lo scalo senza tener conto della sostenibilità ambientale.

 Sarebbe un vero disastro una infinita espansione portuale così come richiesto dai terminalisti,per ragioni di bottega, che è lo slogan della competitività. Ma con questa impostazione alla fine cosa succede al nostro golfo dei poeti,che ora i poeti non guarderebbero neanche più, perché deturpato da una situazione ambientale degradata senza alcun rispetto per la vita e la salute dei cittadini. Credo sia giunta l’ora di non confondere il diritto al lavoro (sacrosanto) con la distruzione ambientale invece di promuovere come istituzioni, partiti e società civile un progetto di convivenza porto-città senza usare toni minacciosi quali possono essere ”O mi dai tutto quello che voglio o me ne vado”.

Ed ecco che è necessario chiarire gli occupati nella Provincia di La Spezia sono molte decine di migliaia ed il maggior numero si trova nei presidi industriali (meccanica, navalmeccanica, nautica, turismo, artigianato, commercio, pubblico, portualità etc.) ed è per questo che è necessario valutare come indirizzare una futura espansione ed una positiva valutazione sul progetto lavoro-sviluppo e ambiente onde evitare di inoltrarci nel vicolo cieco della monocultura portualistica con falsi pronunciamenti di questo settore occupazionale che fra lavoratori diretti ed indiretti sfiora attualmente circa 1300 occupati mentre i numeri fantasiosi sarebbe stato meglio che il consigliere che li ha riportati,prima di farlo,si fosse informato meglio,come abbiamo fatto noi,per evitare  di sparare cifre a caso.

Smettiamola insomma con le competizioni sulle false cifre occupazionali e puntiamo tutti insieme su un progetto di sviluppo diversificato unendo tutte le forze nell’interesse della città e del territorio attiguo.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante), Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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