Sabato 24 Febbraio alla libreria “Il Mulino dei libri” di Sarzana verrà presentato il romanzo “Aqua Mater”

Sabato 24 Febbraio alle ore 18.30 presso la libreria “Il Mulino dei libri” di Sarzana (via Giuseppe Mazzini), verrà presentato il romanzo “Aqua Mater” della scrittrice Michela D. Castellazzo con l’intervento di Ariodante Roberto Petacco, saranno presenti l’autrice e l’editore Fabio Nardini.
“Aqua Mater” è composto da una trilogia di romanzi brevi che vanno a indagare la memoria e l’oblio, la ricerca di sé e lo smarrimento, il confronto tra passato e presente. Tre storie di personaggi che rivelano la natura fondamentale dei ricordi: energie liquide che, come l’acqua, possono liberare la vita sciogliendola dagli impedimenti che la condizionano, la complicano, la rinnegano.Annibale e Angiolina sono la causa principale delle frequenti amnesie di Teresa. Andrea fluttua nelle tracce confuse delle sue vite precedenti. Nora si risveglia dal coma dopo un tentato suicidio completamente priva di memoria. Dalla Recensione di Francesco Salvini

AQUA MATER è un libro semplice e complicato al tempo stesso, proprio come l’elemento che maggiormente lo rappresenta. H2O è una formula chimica incredibilmente comprensibile a tutti, tuttavia possiede una serie di caratteristiche che, al cospetto di una molecola così piccola, non direste mai. Può interagire con altri suoi simili creando un’infinità di fenomeni interessanti (per esempio quello detto “tensione superficiale”, che è il motivo per cui piccoli insetti riescono a camminarci sopra), può essere sia soluto sia solvente, rientra nella maggior parte delle reazioni che coinvolgono quella vicenda sorprendente detta vita; c’è pure chi afferma che possa avere una memoria, mantenendo una sorta di forma al suo interno. Ecco, il libro in questione sa essere altrettanto poliedrico; anzi, sembra quasi voler andare a indagare proprio quelle caratteristiche che ancora nell’acqua non sono state trovate, legate in particolar modo alla scoperta del sé, nonostante noi stessi. Nonostante noi stessi proprio perché, come le varie molecole d’acqua che interagiscono tra loro, noi non siamo monadi isolate nell’universo, piuttosto abbiamo una storia alle spalle fatta di incroci, intrighi, amori; una vita non vissuta che ci anticipa e, proprio come un vaso, ci da la forma. Sta a noi scoprire la nostra. Questo emerge nei tre romanzi brevi contenuti in AQUA MATER, con la torbida chiarezza di un elemento che si da nella sua conformazione più naturale e dunque ha la necessità di scorrere. Ce lo dice Nora, nel racconto più canonico, col suo spaesato oblio; ha l’occasione di rinnovarsi, di “ricominciare davvero”, ma scopre di non poter fare a meno di contemplare come spettatrice la sua vita passata. Non lo capiscono ma lo percepiscono i protagonisti del primo testo mentre vivono il peso di una maledizione che li precede ma li porta poi alla foce di un lieto fine, non chiarissimo ma soddisfacente. Ha la sua illuminazione Andrea (nome androgino per antonomasia), protagonista del secondo romanzo, quello più anticonformista ma, al contempo, in tutti i sensi possibili vissuto; capisce che nella stagnazione l’acqua marcisce e non c’è un possibile sbocco.
Proprio questa è la lezione del romanzo. AQUA MATER è un torrente in continuo movimento, passa laghi, insenature, falde; dall’alto potremmo vedere i vari affluenti che, come capillari di un corpo, si compenetrano cercando il mare. Gli spazi chiusi portano solo malattia, decadimento; un fiume per rimanere tale deve continuare a muoversi, così noi, all’interno del solco che i nostri antesignani hanno scavato, proseguiamo ad erodere.
Michela Castellazzo ha assimilato e riportato in auge quel monito di Eraclito che ancora molti stentano a capire: Panta rhei. Tutto scorre. Questo trittico di storie, nonostante gli intoppi dell’umana natura, tende la mano al suo lettore per portarlo con lui a fluire, per aiutarlo ad assecondare la sua vocazione liquida che sì, a volte fa paura, ma è la forma migliore che possiamo donarci.
Francesco Salvini

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