Monumento alle vittime dell’amianto, il Comune dice no.

LA SPEZIA- La nostra città non avrà il monumento dedicato alle vittime dell’amianto. Monumento donato dall’AFEA (Associazione Famiglie Esposte a Amianto). Rispondendo a un’interpellanza del consigliere di maggioranza Massimo Caratozzolo, (appoggiata anche dal MoVimento 5 Stelle, che chiedeva anche di indire una giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’amianto: comunicato stampa) che riprendeva una richiesta del collega Giulio Guerri (presentata quando era consigliere), l’Assessore alla Cultura Paolo Asti ha dichiarato che, già durante l’Amministrazione Federici, gli uffici comunali avevano detto di no. Questa Amministrazione, come la precedente, pare fidarsi molto del parere dei suddetti uffici, per cui la risposta è no: il monumento, già pronto, non verrà collocato né sulla Passeggiata Morin, né da nessun’altra parte.

La nostra città ha avuto, ha e avrà un altissimo numero di malati a causa dell’amianto. Le polveri dell’amianto provocano mesotelioma pleurico, (una malattia che dà pochissime speranze di sopravvivenza) e asbestosi.
Secondo un articolo dell’11 aprile 2016, a firma Sondra Coggio, basato sui dati forniti da medici, il mesotelioma ha ucciso, in 14 anni, (1994-2008) 1396 decessi, di cui 231 nella provincia spezzina (www.ilsecoloxix.it).

Amianto: in Liguria mesotelioma superiore di 4 volte la media nazionale.

E la situazione non sta migliorando, poiché l’esposizione all’amianto continua: secondo alcuni studi, il picco di tumore si avrà intorno al 2020 (www.lostradone.it: www.today.it).

Certo un monumento, da solo, non avrebbe cambiato le cose, né restituito alle famiglie i propri morti, ma sarebbe stato un primo passo verso una dovuta opera di sensibilizzazione da parte delle Istituzioni. Un’occasione mancata, purtroppo.

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