Croce Rossa, 25 famiglie assistite in media al centro di via Bologna

LA SPEZIA– Il centro di distribuzione di Croce Rossa, in via Bologna 104, si conferma un presidio di fondamentale importanza per le fasce più deboli della popolazione. Sono infatti 25, in media, i nuclei familiari che ad ogni apertura del centro chiedono e ricevono aiuto, con punte che talvolta raggiungono le 40 famiglie assistite nel corso di un solo pomeriggio. Nel 65% dei casi a richiedere assistenza sono italiani, nel restante 35% stranieri. Il centro di Mazzetta è aperto due giorni alla settimana, dalle 14.00 alle 18.00, grazie all’impegno di 10 volontari per ogni turno: ogni martedì i volontari di Croce Rossa si occupano della distribuzione di vestiti, materiale didattico e giocattoli per i bambini, oltre ad offrire un servizio di ascolto per le persone che, anche momentaneamente, si trovano in condizione di bisogno, in modo da comprendere le loro esigenze e decidere di conseguenza il tipo di assistenza migliore; il giovedì, invece, è dedicato alla distribuzione di viveri di prima necessità, sotto forma di “pacchi alimentari” (compresi quelli forniti dall’Unione Europea attraverso Agea, l’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura).

Nello svolgimento del servizio di distribuzione, che la Croce Rossa della Spezia porta avanti da oltre dieci anni, la priorità viene sempre riservata alle fasce più deboli della popolazione, come famiglie numerose, madri sole che non riescono a mantenere i propri figli o persone anziane. Nei casi più gravi di indigenza, Croce Rossa provvede anche al pagamento delle bollette di cui gli assistiti non riescono a farsi carico. La maggior parte del materiale offerto da Croce Rossa, inoltre, proviene dai cosiddetti “carrelli solidali” – le attività svolte nei supermercati dai volontari, che raccolgono generi alimentari donati dalle persone – oppure da altri tipi di donazioni.

Il centro di ascolto e distribuzione viveri della Croce Rossa della Spezia rappresenta un punto divenuto fondamentale per la risposta ai bisogni primari delle fasce più deboli – commenta il presidente del Comitato Luigi De Angelise che si pone come obiettivo lo sviluppo dell’individuo, inteso come la possibilità per ciascuno di raggiungere il massimo delle proprie potenzialità. Perseguiamo questo obiettivo attraverso la prevenzione e la risposta ai meccanismi di esclusione sociale, per cercare di contribuire alla costruzione di una comunità più forte ed inclusiva”.

 

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