Laura Ruocco: una colata di 700.000 mq di cemento incombe sul territorio spezzino. Circa 50.000 sulle zone collinari e pedecollinari.

LA SPEZIA – Non occorre essere dei matematici per capire che ritornare al PUC 2003 significa acconsentire una colata di cemento sul nostro territorio (700.000 mq). Tra il ritorno del vecchio PUC e il piano casa Toti le nostre colline saranno interessate da 40/50.000 mq di possibile cementificazione.

Alle rassicurazioni di salvaguardia rispondono i numeri.

Tutto questo in completa assenza di norme aggiornate e vincolanti sul dissesto idrogeologico. Infatti con la decadenza del Puc sono decadute anche le norme e le prescrizioni di salvaguardia che prevedevano un aggiornamento dei movimenti franosi tutelando ampie porzioni di territorio a rischio idrogeologico. Si è ritornati ad una fotografia del territorio del 2000, prima cioè  dei tragici eventi alluvionali mettendo a rischio la stabilità dei versanti e quindi della popolazione.

 Sottolineo che Il Puc appena decaduto oltre a prevedere norme idrogeologiche stringenti prevedeva una riduzione del 50% dell’edificabilità, oltre che la tutela della rete sentieristica e sviluppo dell’ agricoltura.

Le varianti di Valdellora e Costa di Murlo (in tutto 5.100 mq.) rappresentano un importante valore simbolico che perde di significato se si lascia il resto del territorio senza salvaguardia, si lasciano intatti altri insediamenti in zone collinari /pedecollinari e si adotta il piano Casa Toti sui versanti collinari.

 Fare delle singoli varianti inoltre espone a ricorsi amministrativi che rischiano di vanificare le scelte e di mettere in difficoltà anche legale chi quelle scelte le vota.  Per Salvaguardare e difendere le nostre colline, tutelare l’incolumità degli abitanti c’è solo un’unica strada:

  • istituire la cosiddetta “linea verde “ che andava a porre un limite all’espansione urbana verso il piede delle colline, aree spesso delicate da un punto di vista idrogeologico
  • Adottare anche in via transitoria la nuova mappa del dissesto idrogeologico e le prescrizioni connesse allegate al puc fatto decadere.

Pur rispettando punti di vista diversi rispetto all’uso del territorio ci sono dati e visioni incontestabili. Siamo di fronte ad un mutamento climatico epocale che non ci consente di ritornare ad una visione del territorio di 20 anni fa , ricordo che negli accordi internazionali sul clima la  riduzione del consumo di suolo è uno dei fondamentali interventi previsti.  Non si può giocare al gioco dell’oca sulle questioni ambientali e ritornare al punto di partenza. Occorre avere il coraggio di fare scelte anche contro interessi particolari per il bene della comunità e la salvaguardia della bellezza del nostro territorio.

Laura Ruocco

già assessore all’ ambiente Comune della Spezia

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