Quartieri del Levante: “Molo Crociere, altra spesa inutile”.

LA SPEZIA- Pare che in città ci siano i soliti attori interessati alla realizzazione del waterfront che sono scatenati nella loro fissazione di costruire comunque un molo crociere di circa 91.000 mq che porterebbe alla possibilità di accesso a ben 6/7 navi da crociera.Tale numero bisognerebbe rendersi conto che è insostenibile sia con l’impatto a mare che sulla città.

Infatti gli attracchi crocieristici sono già a disposizione le banchine di Calata Paita e del Molo Garibaldi lato ovest di fatto lo stesso ha già variato la sua destinazione d’uso dopo essere stato ampliato di 52.000 mq in clamorosa contraddizione rispetto a quanto previsto dalla legge in quanto era destinato a merci varie alla rinfusa e tutti hanno fatto finta di non vedere ciò che accadeva in realtà

Peraltro la costruzione del nuovo molo da crociere costringerebbe al raddrizzamento del molo Italia e certamente il moto marino cambierebbe in quanto la costruzione del Molo Italia con la parte trasversale aveva una ragione precisa la difesa climatica e marittima di quel tratto di costa.

Se poi,come sempre accade,si vuole alterare la storia di questa città allora procediamo pure ma anche il molo Italia ha oltre 70 anni e sarebbe un bene protetto che andrebbe valorizzato e non demolito come sempre succede in questa città.

Insomma nonostante i problemi di funzionalità turistica e di impatto ambientale già più volte evidenziati in questa città si corre ancora il rischio di mettere a punto progetti insostenibili per la città ma voluti da portatori di interessi particolari e non certo sociali anche perché tutti si sono ben guardati dal confrontarsi con la società civile tutta.

L’ASPLO quando parla del waterfront e di Ambito 5 sa benissimo che il progetto va rivisto nel suo complesso in quanto prevede anche il possibile interramento verso mare della Passeggiata Morin dove viene svolto il Palio del Golfo cosa che la città contesta duramente.

Forse sarebbe meglio rivedere tutto con serenità e buon senso cercando il massimo consenso(cosa non avvenuta negli ultimi anni),il massimo della funzionalità e ambientalizzazione sul progetto del waterfront o rischiamo di essere una città di mare affogata dal cemento.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante) e Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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