Associazioni ambientaliste: “Marinella sia un presidio agricolo”.

SARZANA- Le associazioni ambientaliste e i comitati presenti nel territorio della Val di Magra hanno sempre considerato la questione Marinella come fondamentale per mantenere e rilanciare un presidio agricolo che da un lato consenta la conservazione delle attività economiche e dell’occupazione, dall’altro permetta il mantenimento di un unicum territoriale e paesaggistico come la piana di Marinella. Auspichiamo quindi che si trovino, in queste ore difficili, le soluzioni più idonee che, aderendo ai due principi sopra elencati, evitino lo smantellamento dell’azienda agricola e della latteria e diano certezze per il futuro dei lavoratori.

Un’area di pregio, quella della piana di Marinella, che rischiava di essere compromessa da un Masterplan (quello del 2007) che fortunatamente non è stato portato avanti, e che noi consideriamo morto e sepolto, è una pagina da voltare con decisione. Il pregio di quella piana non lo consideriamo tale soltanto noi. Anche gli strumenti urbanistici lo fanno. In maniera più netta quello di Sarzana, che definisce la parte di sua attinenza come “Parco Campagna” esprimendo in questo senso un vincolo di inedificabilità assoluta  per nuove costruzioni. Il Comune di Ameglia, pur avendo una parte significativa di territorio della piana, seppur inferiore a quella di Sarzana, non classifica la piana stessa come “ Parco Campagna”. Sarebbe ora che lo facesse anch’egli perché è perlomeno strano che stesse valenze, stesse particolarità paesaggistiche, stessa conformazione dei territori non abbiano uguale tutela.

La piana poi è anche Sito di Interesse Comunitario, tutelato dall’Unione europea e dalla stessa Regione Liguria, con precisi principio di mantenimento dei contenuti di naturalità e biodiversità presenti nel sito. A questo punto, per le scriventi associazioni e comitati, sarebbe importante e prioritario che il territorio della Piana di Marinella, nella sua interezza, entrasse a far parte a pieno titolo nel Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra-Vara. Questo non per un grado maggiore di tutela, che abbiamo visto essere già ben impostata. Ma soprattutto per le ricadute economiche che potrebbe portare questa nuova classificazione.

È indubbio che finanziamenti e progetti europei avrebbero una corsia preferenziale nel caso si trattasse di un’area ricompresa nel Parco. Non solo per la tutela e conservazione degli habitat, ma anche per le attività economiche compatibili con un modello di sviluppo orientato alla tutela, come appunto l’agricoltura e la stessa zootecnia.

Ci auguriamo che le forze politiche e sociali, gli enti locali e la Regione recepiscano questa proposta e la facciano propria. Noi la lanciamo con forza e svilupperemo prossime iniziative per sostenerla.

Italia Nostra – La Spezia

Legambiente – Val di Magra

Libera – La Spezia

Comitato Sarzana Che Botta!

Stop la Consumo di Territorio.

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