Effetto Spezia: “No alla vendita di scuole pubbliche e parchi!”

LA SPEZIA- Effetto Spezia è da sempre contraria a ogni forma di vendita dei beni della collettività, tanto più se sono beni storici adibiti a scuole o asili.
I cittadini pagano con le proprie tasse il diritto a vedere tali beni mantenuti in efficienza e stato di decoro, non pagano invece per vederli inseriti in liste di vendita e non pagano per vederli usati come moneta di scambio per ottenere finanziamenti di un qualche tipo.
Il cittadino paga altre tasse,regolarmente e generosamente, per permettere alle amministrazioni di intervenire in tutte quelle opere di
manutenzione quali la tenuta in ordine dei marciapiedi, delle strade e del verde.
E’ compito di chi amministra riuscire a canalizzare tale gettito in modo da permettere ai cittadini di vivere in città decenti, senza doversi necessariamente vendere scuole, rami di aziende partecipate, cosa accaduta in passato, o altri gioielli cittadini quali i parchi pubblici.
Sappiamo bene che l’eredità lasciata da chi ha governato questo territorio è pesante, ma guai a farsi prendere la mano da facili
pseudo-soluzioni ai problemi, quale appunto vendersi i gioielli di famiglia. Questo genere di scelte creano più problemi di quanti ne
risolvano.
Se si pensa di far cassa e abbassare i debiti vendendosi pezzi di città, lo si dica subito e chiaramente perché il tanto sbandierato principio della “partecipazione” passa anche dalla condivisione e dalla trasparenza degli obbiettivi e dai metodi ritenuti utili al loro
raggiungimento. Non è solo il cosa si fa, ma il come lo si fa ad essere importante.
Ascoltati nello specifico i genitori e i cittadini del quartiere Umberto  I non ci pare proprio che siano favorevoli alla vendita del loro asilo
d’infanzia.
Comprendiamo che un edificio del genere possa fare gola a qualche imprenditore che abbia messo gli occhi su un immobile tanto vicino alla Stazione Ferroviaria e quindi tanto comodo per alloggiare turisti. Turisti, tra l’altro, che poi prenderebbero il via verso le 5 Terre senza lasciare un euro sul nostro territorio, ma pensare di far pagare ai bambini l’altrui profitto non sta né in cielo né in terra e trova la nostra più ferma opposizione. Non si chiede la luna, solo il rispetto minimo dovuto ai bimbi, alle loro famiglie e alla comunità di cui fanno parte.

Fabio Vistori – Presidente di Effetto Spezia

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