Felettino, 90 giorni in più di lavori per l’ennesimo “pasticcio” della Soprintendenza.

LA SPEZIA- Si allungano ancora, anche se di poco, i tempi per vedere concluso il nuovo Ospedale del Felettino: si slitterà infatti all’autunno (e non più alla primavera-estate) del 2020. Il motivo del rallentamento? Lo spostamento dell’altare della famosa Villa Cerrè, la costruzione di cui nessuno si era accorto poiché era “nascosta dai rovi”. Nessuno sapeva della costruzione: né la ASL, né il Comune, né la Soprintendenza. Al momento del ritrovamento, Italia Nostra presentò un esposto e i lavori si fermarono (Fu il geometra Vatteroni ad autorizzare la demolizione della villa della Contessa). Era l’aprile del 2016 e a cittadini e associazioni non restò altro che commentare l’ennesimo pasticcio della Soprintendenza. Pasticcio che costa ancora tempo e soldi pubblici. Almeno 90 giorni in più e  una riserva, da parte dell’impresa di costruzioni Pessina,  per 10 milioni di euro e spicci.
Alla villa non è stato attribuito interesse culturale, perché “priva di elementi architettonici significativi per pregio e unicità“, ma fu deciso di preservare l’altare settecentesco.

Il nuovo ospedale, quindi, sarà pronto nel 2020, data confermata nel corso della Commissione svoltasi in data 31 gennaio. Considerato che i lavori di costruzione non sono ancora iniziati (sono stati completati i lavori alle paratie), la costruzione dovrebbe procedere piuttosto velocemente: il nuovo Felettino dovrebbe avere 450 posti letto, con una spesa totale stimata di 175.000.000.

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