A CHIAVARI SARA’ DIFFICILE MA CI CREDIAMO di Marcello Delfino

La Spezia,

Battuta d’arresto, doccia un po’ fredda visto l’ottimismo che una striscia positiva di risultati ed un oculato intervento di rafforzamento della squadra avevano destato.

Noi spezzini non siamo avvezzi a facili entusiasmi, se mai siamo più portati a sprofondare in pessimistiche depressioni, eppure questa squadra ci dà quelle certezze che ci consentono di digerire con maggiore disinvoltura un rospo particolarmente amaro.

Sì, particolarmente amaro. Perché la sconfitta viene dal solito Carpi, peraltro questa volta forse con qualche merito in più rispetto ad altre, squadra ostica, sparagnina e fortunata.

Diciamo che il passo falso di Carpi assomiglia un po’ alla gara di Cremona dove, come a Carpi, è stata decisiva una prestazione individuale di grande spessore.

A Cremona era stato Paulinho a decidere la partita con un colpo da fuoriclasse, a Carpi due prodezze di Mbakogu hanno deciso un incontro equilibrato e per niente coinvolgente se non per l’altalenarsi del risultato negli ultimi venti minuti.

Purtroppo sul nostro cammino ci attende un’altra trasferta difficile nel posticipo serale di lunedì 5 febbraio a Chiavari contro una Virtus Entella bisognosa di punti, reduce dalla sconfitta interna con il Foggia e che si è rinforzata in questo mercato invernale con l’acquisizione del nostro Acampora, del giovane centrocampista Simone Icardi dal Catanzaro e dell’esperto difensore Cremonesi dalla Spal.

Lo Spezia, Fabio Gallo in particolare, deve resettare la situazione e concentrarsi per il migliore inserimento dei nuovi arrivati, sicuramente di qualità, forse un po’ intempestivamente buttati nella mischia a Carpi.

Se l’innesto di Mora nel ruolo di mezz’ala sembra abbastanza naturale, c’è da capire quanto si ricorderà Palladino dei compiti del trequartista, quel che serve a noi, dopo aver fatto per tanto tempo la cosiddetta punta aggiunta, con particolare propensione ad agire sulle fasce.

La difesa, a Carpi, si è presa una settimana di ferie anche se va riconosciuto il merito dell’avversario, in questo caso Mbakogu, protagonista di un paio di iniziative tecnicamente splendide.

Se ne farà una ragione il mio caro amico vicino di banco che non stravede per i giocatori di colore, specie se non vestono la maglia bianca.

E se vogliamo sottolineare qualche aspetto positivo dalla solita deludente trasferta di Carpi, anche per non vedere tutto nero, oltre a Mbakogu, non possiamo non rilevare l’ennesima prestazione convincente di Bolzoni che cresce anche in personalità, non limitandosi alla fase di interdizione ma dettando i tempi, non velocissimi per la verità, del palleggio e delle ripartenze.

Parlare bene di De Col, poi, è diventata una prassi alla quale ci adeguiamo volentieri anche in considerazione del grande impegno e dell’attaccamento alla maglia che Pippo dimostra ogni volta di più.

Guardiamo avanti, il campionato è lungo e, come nelle interminabili gare ciclistiche in linea, l’importante è stare a ridosso delle prime poi tutto si deciderà negli ultimi due mesi.

La cessione di Candela, a titolo definitivo, di Acampora all’Entella con la formula del prestito con diritto di riscatto, di Vignali Okereke Saloni e di altri ragazzi delle giovanili, in prestito, dimostrano come sia cambiata la strategia riguardo ai giovani.

Oggi la società punta con determinazione ad un obiettivo di alta classifica, al di là delle dichiarazioni infarcite di falsa modestia e di scaramanzia, ed a questo obiettivo, conseguentemente, sacrifica altre finalità che avrebbero avuto la primogenitura in caso di stagione caratterizzata da poche ambizioni oltre quella, primaria, della permanenza nella categoria.

Tutto ha una logica, si tratta di avere l’equilibrio e l’intelligenza di non ostacolare la crescita di Maggiore e Ceccaroni che, dei giovani del nostro vivaio, sono quelli rimasti a contendersi il posto in squadra con i compagni più esperti.

L’infortunio di Gilardino è davvero una brutta notizia soprattutto nel momento in cui il Gila stava inseguendo con profitto la forma migliore.

Mancheranno alla fase offensiva le sue intuizioni e i suoi tocchi sotto misura che in questa categoria fanno la differenza oltre alla sua presenza in area di rigore. Non verrà meno, grazie al suo sapere stare in gruppo, quel contributo di impegno, serietà e spirito vincente che un campione del mondo come lui, fuori e dentro il campo, saprà comunque assicurare.

Avrà più spazio Marilungo che potrà dimostrare tutte le sue qualità, indiscusse, e la sua voglia di rivincita che lo fanno giustamente adombrare ogniqualvolta viene richiamato in panchina per la sostituzione.

Con serenità riprendiamo il cammino, gli sportivi ci credono.

Marcello Delfino

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