27 gennaio, RAOT ricorda la persecuzione degli omosessuali

In occasione della giornata della memoria del 27 gennaio l’associazione RAOT (Rete Anti Omofobia e Transfobia) vuole ricordare l’orrore dell’olocausto e dell’omocausto.

Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau: in quel lager nazista vennero uccisi di fame, lavori forzati, torture, più di un milione di esseri umani. Almeno sei milioni di bambini, donne, vecchi e uomini vennero sterminati solo perché ebrei. Mezzo milione furono le persone di origine Sinti e Rom che trovarono la morte a opera dei nazisti, quindicimila i testimoni di Geova che vennero uccisi, settantamila le persone con malformazioni o malattie genetiche sterminate, perché “disturbavano” il folle piano di una “razza superiore”.

In questo macabro elenco di morte hanno una voce anche gli omosessuali:
circa 100.000 omosessuali durante il regime nazista tra il 1933 e il 1945 vennero perseguitati; il Paragrafo 175 della legge penale tedesca del 1871, che già puniva l’omosessualità, venne inasprito. Con l’avvio della “soluzione finale” e la creazione dei campi di sterminio, più di settemila persone omosessuali vennero barbaramente uccise nei lager nazisti.

I gay, marchiati con il triangolo rosa, e le lesbiche, “classificate” con il triangolo nero degli asociali, vennero sottoposti a esperimenti medici, torturati, umiliati e, se sopravvissuti a tutto ciò, uccisi nelle camere a gas.

Finita la guerra gli omosessuali sopravvissuti continuarono a essere vittime di discriminazione e pregiudizio: la maggior parte di chi riuscì a resistere all’orrore dei campi di sterminio finì con il tacere, sopraffatta dalla paura e dalla vergogna:

La ricerca sulle persecuzioni degli omosessuali da parte dei nazisti fu impedita dalla criminalizzazione e dalla stigmatizzazione degli omosessuali in Europa e negli Stati uniti nei decenni che seguirono l’Olocausto” (Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo, a cura del Circolo Pink, Ombre Corte Editore).

È solo dagli anni Ottanta, ed è solo grazie alla collaborazione con le altre vittime dell’olocausto, che si avviarono ricerche anche sull’omocausto.

Oggi 27 gennaio 2018 vogliamo ricordare quel 27 gennaio del 1945.
Ricordando ciò che è stato, ci battiamo per impedire che si ripeta nel futuro.

Pina Vitelli

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