La Spezia tra le peggiori in Italia per qualità dell’aria. Legambiente al Sindaco: faccia qualcosa contro questa preoccupante situazione.

LA SPEZIA- Nei giorni scorsi è stato dato ampio risalto allo studio dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che inchioda la nostra città nelle peggiori posizioni per inquinamento atmosferico, soprattutto per quello che riguarda gli ossidi di azoto, anche se non solo a questi.
Questo inquinante in particolare ha diverse provenienze, tra cui quelli connessi alla produzione di energia ( e, nonostante la prossima dismissione annunciata da Enel nel 2021, la centrale Enel di Vallegrande continua a funzionare), al traffico veicolare ( molto consistente in ampie zone della città, Via Fiume ma anche i quartieri a ridosso delle aree portuali Fossamastra Canaletto e la zona di Via San Cipriano) e in ultimo, ma non per importanza, alle attività connesse al porto: transito e permanenza di navi portacontainer e delle navi da crociera. In particolar modo queste ultime possono aver determinato le situazioni di picchi di Nox evidenziate anche dallo studio dell’ISPRA. Non devono essere sottovalutate poi, tutte le altre forme di inquinamento ambientale come le polveri sottili, gli idrocarburi, i metalli pesanti ed anche un’altra grave forma di emissione nociva come quella da rumore, soprattutto quella che si riversa verso i quartieri del levante cittadino
Legambiente rivolge un appello al Sindaco Pierluigi Peracchini affinché si attivi in qualità di massima autorità sanitaria cittadina.
Chiediamo al Sindaco se questi dati di ISPRA e quelli di Arpal, più aggiornati possibile alla situazione attuale, siano stati consegnati ufficialmente al Comune.

Ci rivolgiamo quindi al Primo Cittadino a cui chiediamo di convocare gli estensori dello studio ISPRA per relazionare alla città su quanto drammaticamente emerge, in un vertice assieme ad ARPAL e ASL. Ci aspettiamo quindi atti ed azioni concrete in difesa della salute.

Legambiente La Spezia

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