Adriano Celentano: quel ragazzo ne ha fatta di strada…

1938-2018, sono ottant’anni esatti che Adriano Celentano discute e fa discutere. Una carriera costellata di successi musicali e cinematografici, di polemiche, di prediche televisive, di interventi improvvisi sui temi più disparati, come un navigato attore che irrompe sulla scena quando meno te lo aspetti. Un precursore delle mode e dei tempi Adriano Celentano, lui che si è autodefinito ironicamente come Il Re degli Ignoranti, è stato il primo a parlare di ecologia, di famiglia, di crisi economica, di animalismo. Ha fatto conoscere il rock ‘n-roll al grande pubblico sul finire degli anni cinquanta ed è stato il primo a cantare un brano rap negli anni settanta (Prisencolinensinainciusol) interpretandolo in un inglese di fantasia, come tutti coloro che non conoscono questa lingua, riuscendo ad entrare in classifica negli USA prima ancora che da noi. Ballerino ed animale da palcoscenico, dinoccolato e snodato, con la sua mimica facciale, il modo di esprimersi e le sue tipiche espressioni, ha fatto la fortuna di ogni imitatore che abbia provato a cimentarsi in questa professione. Fece scalpore l’esibizione di “24mila Baci” dove voltava di scatto le spalle al pubblico, per quei tempi era un gesto oltraggioso, ma i coup de théatre durante le sue esibizioni non sono mai mancati. Adriano Celentano, è stato anche il primo a ribellarsi alla logica delle case discografiche formando una propria etichetta esclusiva, il celebre Clan, una sorta di comune dove trovavano rifugio e gloria parolieri, cantanti e persino parenti.

Già a quei tempi Celentano si ergeva a patriarca, famosa la lite con Don Backy ed il conseguente allontanamento ma in generale, il suo carattere lo ha sempre portato a tirare dritto per la sua strada. Nel Clan c’era anche uno semi-sconosciuto Paolo Conte e l’avvocato piemontese regalò ad Adriano un successo di proporzioni planetarie, “Azzurro”. Si diceva dell’ecologia; una delle sue canzoni più belle è sicuramente “Il Ragazzo Della Via Gluck”, dal nome della via periferica di Milano dove Adriano Celentano abitava con i genitori pugliesi. Il brano è una sorta di j’accuse verso la cementificazione selvaggia di quegli anni, il periodo del boom, e a distanza di anni resta attualissimo. Pier Paolo Pasolini rimase colpito da questa canzone, lui che era il paladino delle periferie e ne raccontava il degrado; propose a Celentano un film incentrato sull’argomento, ma non se ne fece nulla. Non fu l’unico episodio ecologista, anche “Un Albero di 30 Piani” mette sotto accusa lo stesso problema ed è riferito alla costruzione del Grattacielo Pirelli, da tempo sede delle Regione Lombardia. Cattolico praticante, Adriano Celentano ha inserito spesso l’argomento religione nei suoi pezzi; da “Pregherò” a molti altri brani dove parla del suo rapporto con Dio. Venne molto criticato quando presentò a Sanremo “Chi Non Lavora Non Fa L’Amore”, erano gli anni caldi della contestazione e degli scioperi ed il suo pezzo fu bollato come un invito democristiano al crumiraggio. Ha sempre visto lungo Celentano, come quando compose “Svalutation”, canzone che parla di crisi economica, oppure nel 1973 quando ne “L’Unica Chance” parlava già di cibi transgenici; in generale, molti dei suoi grandi successi di decenni fa sono decisamente attuali.

Ovviamente l’amore è stato cantato da Adriano Celentano in varie forme; dalla nazional-popolare “La Coppia Più Bella Del Mondo” con la moglie Claudia Mori, a “Una Carezza In Un Pugno”, “Viola”, “Soli”, “Ti Avrò”, fino ad “Acqua E Sale” con la grande amica Mina. Con il cinema ha avuto alterne fortune; dapprima come comparsa come ne “Il Monaco Di Monza” con Totò e Macario, nella “Dolce Vita” di Fellini, poi in proprio con la storia del pastore “Serafino” e relativa canzone di successo. Fece il botto con il film “Yuppi Du”, personaggio scimmiesco che divenne talmente famoso al punto che le magliette colorate relative al film spopolavano tra i giovani. Tra le sue migliori performance sul grande schermo ricordiamo anche “Asso, Il Bisbetico Domato, Mani di Velluto, Geppo il Folle”. In televisione, i suoi monologhi alternati a lunghe pause lo hanno spesso esposto alle critiche; memorabile la presa di posizione animalista durante la campagna referendaria per l’abolizione della caccia dove invitò gli elettori a scrivere sulla scheda la celebre frase: “La caccia è contro l’amore”. Adriano Celentano non sapeva che scrivere sulla scheda significasse renderla nulla, tuttavia fece da cassa da risonanza alla causa di Greenpeace riguardo la caccia alla foca, suscitando dibattiti e molte adesioni. Negli ultimi vent’anni, le sue trasmissioni hanno avuto tanta audience quante polemiche; Adriano Celentano ne ha e ne ha avute per tutti, nessuno escluso, intervenendo di recente invocando la grazia per Fabrizio Corona e con tante altre prese di posizione.

Un uomo che è, a buona ragione, considerato un pilastro della musica leggera italiana e, che piaccia o no, ha sempre detto ciò che pensava esponendosi senza paura. Con la vecchia amica Mina sta spopolando con il nuovo doppio disco appena uscito,” Tutte Le Migliori”, raccolta dei loro successi in coppia con gl’inediti “Eva” ed “Amami Amami” che vengono trasmesse in radio senza sosta. Però! Quel ragazzo della Via Gluck, ne ha fatta di strada…

(Fabrizio Bordone)

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