BUONA L’ANDATA ! di Marcello Delfino

LA SPEZIA- Un po’ di riposo serve a tutti, per ricaricare le pile, per ritrovare a tempo pieno il calore degli affetti, per ritornare con la conquistata serenità sugli eventi fin qui vissuti e prepararsi con responsabilità in vista di quelli che ci aspettano.

Anche lo sport, particolarmente quello agonistico che vede impegnati fino allo stress muscoli e cervello, ha bisogno di queste pause di relax che fanno scendere i livelli di tensione raggiunti e predispongono il fisico e lo spirito alle nuove sfide che calciatori ed addetti ai lavori sono chiamati a raccogliere e, possibilmente, a superare.

Con molte certezze in più è possible qualche bilancio, seppure parziale, che aiuti a costruire le prospettive del girone di ritorno  e che consenta di misurarsi con un quadro di riferimento dal quale trarre l’ispirazione per quei provvedimenti che possano migliorare i risultati della squadra e, di conseguenza, la soddisfazione della proprietà e dei tifosi.

Come abbiamo avuto modo di scrivere recentemente, il giudizio per quanto costruito fin qui, anche se con tante iniziali incertezze e risultati altalenanti, non può che essere positivo.

Le difficoltà degli esordi sono state superate, speriamo definitivamente, grazie alle capacità ed all’umiltà di Fabio Gallo che ha saputo ricredersi riguardo ad una impostazione iniziale non funzionale alle risorse umane a disposizione e grazie anche al tempo trascorso dal mercato estivo che ha dato ragione a gran parte delle decisioni assunte, in quel contesto, dal team dirigenziale.

La scelta di puntare su giocatori con problemi fisici da risolvere o messi ai margini dalle compagini nelle quali avevano militato per lungo tempo non solo ha prodotto un importante risultato sul piano economico ma è stata altresì premiata da una generale voglia di riscatto dei nuovi arrivati, desiderosi di ripagare, sul campo, coloro che hanno creduto in loro, nonostante tutto, apprezzandone le qualità morali oltre che tecniche.

Quella che qualcuno, un po’ spezzinamente, aveva battezzato come una succursale di un istituto di riabilitazione, modello Don Gnocchi, si è evoluta in un gruppo di atleti di qualità, seri, professionalmente inappuntabili, esperti della categoria e desiderosi di stare bene insieme come si evince dai comportamenti e dalle reazioni anche emotive in campo, nei diversi momenti delle gare, favorevoli o meno.

In questo contesto l’inserimento di Gilardino è stato un po’ come la ciliegina sul dolce, anche per l’umiltà e la professionalità con le quali il Gila si è posto e proposto, qualità da vero campione del mondo.

Ci sta, poi, di avere a che fare con qualche caratterino più sbarazzino degli altri, ci sono ruoli che più facilmente sono ricoperti dai ragazzi meno…..monotoni, ma il clima complessivamente impegnato e responsabilizzato servirà anche a loro per imparare a vivere da calciatori, presupposto imprescindibile per qualsiasi ambizione di carriera.

La voglia di affermazione non appartiene insomma solo a chi deve scalare la ribalta della popolarità ma anche a coloro che si sentono messi in disparte troppo presto o che hanno vissuto momenti di difficoltà fisiche attendendo appunto l’opportunità giusta per ripartire.

Le critiche e le perplessità a suo tempo evidenziate avevano dunque un senso e, forse, sono anche servite a quel cambiamento di marcia di cui oggi siamo tutti soddisfatti.

In questo la società deve crescere ancora, accettando anche le opinioni contrarie, soprattutto se sono fatte da chi ama lo Spezia e non può che godere dei suoi successi come soffrire delle sue difficoltà.

Pare oggi abbastanza unanime l’opinione per la quale ci sia da mettere mano al centrocampo con l’acquisizione di un regista offensivo, ruolo che non è nelle corde neppure di Juande anche qualora fosse rimesso, lui pure, in condizioni fisiche accettabili.

E’ necessario, inoltre, procedere con intelligenza allo sfoltimento della rosa soprattutto per dare maggiori opportunità a coloro, a maggior ragione se giovani, che soffrono, si fa per dire, il buon momento della squadra e non possono cogliere le giuste occasioni di impiego che altrove potrebbero tranquillamente trovare.

Siamo comunque assolutamente tranquillizzati anche per il fatto che la squadra sia costantemente seguita con amorevole cura da due consiglieri ultra presenzialisti.

Come Antonio La Puzza e Peppino Pagliuca, i personaggi di quel noto film della tarda commedia all’italiana scritto dagli inarrivabili Age e Scarpelli, che andavano sempre insieme e si cercavano anche a dispetto del muro costruito in tempi di cortina di ferro, appaiono sempre in coppia sulle tribune dei diversi stadi della cadetteria.

Il loro personale addetto stampa, un valente ed appassionato cronista che ci aggiorna quasi quotidianamente su tutti i loro movimenti e ne sottolinea giustamente l’attaccamento ai colori, ci segnala, non richiesto, come il loro attivismo sia assolutamente disinteressato.

Certo, in tempi nei quali si preannunciano nuove possibilità per i Comuni di indebitarsi per interventi sugli impianti sportivi, le tentazioni sono forti e la passione può essere alimentata anche da quelle nuove filosofie che vengono oggi teorizzate in quanto maggiormente aderenti alle dinamiche della globalizzazione, quale per esempio quella delle cosiddette “ricadute favorevoli”.

Ma il nostro cronista garantisce che siamo in buone mani ed allora anche noi, come Enrico, stiamo……sereni.

Marcello Delfino

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