L’Odissea delle luminarie spezzine, tra costi alti, atti vandalici… e luci spente…

LA SPEZIA- Luminarie spezzine senza pace… prima ci furono le polemiche sui costi. “Sarà proprio necessario” si chiedevano in molti “spendere 170.000 euro per le luci natalizie, quando il Sindaco piange sempre miseria e dice che le casse del Comune sono vuote?”. L’Amministrazione, però, difendeva questa scelta dicendo che era un investimento per incrementare il commercio.
Poi vennero i ritardi… ai primi di dicembre ancora non erano state installate, ma la ditta, lavorando a tempo di record, riuscì a illuminare la città intorno al ponte dell’Immacolata.
Quindi, vennero gli inevitabili mugugni: quelle luci bianche del centro risultano sì eleganti, ma allo stesso tempo un po’ “fredde”; forse sarebbero piaciute di più colorate. Gli animali del “Boschetto”, invece, hanno riscosso più successo, soprattutto tra i bambini: l’orso polare, i “Bambi”, le renne che ornano il “villaggio di Babbo Natale” fanno sicuramente allegria. Così così gli animali del lungomare, poco godibili.

Infine, per ultimi, vennero i vandali, in Piazza Brin (con il vile attentato al Babbo Natale gonfiabile) e al Boschetto, con animali distrutti.

Furono proprio i vandali i responsabili del non funzionamento delle luminarie subito dopo Natale: intervenne subito la ditta (che è di Modena) per ripristinare i danni. Mhamed Jallouly, capo della squadra che ha messo le luminarie in città, dichiarò che era la prima volta che incappavano in un atto vandalico del genere.
Le luminarie, però, tornarono a splendere.

Da ieri, però, c’è di nuovo qualche problema: metà Via Prione è spenta, così come sono spente le luci tricolori di Via Chiodo, nonché (di nuovo) gli animali al Palco della Musica. Niente illuminazione natalizia neppure in Piazza Sant’Agostino, dove è spento anche l’albero “La mia Liguria”… Cos’è successo, di nuovo?


Per 170.000 euro ci si aspetterebbero interventi immediati da parte della ditta che ha fatto i lavori. Le feste non sono ancora finite, la gente in giro c’è, peccato per quelle luci semi spente.

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