NON E’ PIU’ TEMPO DI ACCONTENTARSI di Marcello Delfino

La Spezia

Diciamo che la settimana natalizia ha avuto un esito oggettivamente positivo.

Intanto abbiamo rimandato a casa con la schiena flessa Ardemagni, Moretti e i loro simpatici colleghi e, diciamo la verità, è sempre una bella soddisfazione battere l’Avellino.

Sei giorni dopo abbiamo pareggiato a Parma, conseguendo un risultato che, prima di giocare la partita, avremmo assolutamente gradito.

Giriamo dunque la boa del girone di andata con trenta punti nella valigia, quota che, visto come avevamo iniziato il campionato, dobbiamo ritenere di assoluto valore.

Onore al merito di Fabio Gallo.

Non sono un patito di numeri e di statistica ma mi pare di potere affermare che tale altitudine, a metà campionato, non l’avessimo raggiunta neppure nelle più recenti annate peraltro foriere di soddisfazioni e di….play off.

Grazie alle due partite infrasettimanali che hanno chiuso il girone di andata, al di là dei risultati comunque soddisfacenti, abbiamo potuto ragionevolmente valutare la vera condizione della squadra sotto il profilo tattico, tecnico ed atletico.

Chi ha il compito di fare qualche ritocco nel mercato di gennaio non poteva avere un quadro più chiaro su cui lavorare al fine di apportare i necessari miglioramenti, risolvere qualche problema di abbondanza per consentire soprattutto ai più giovani di sistemarsi laddove possano giocare, ridefinire insomma la rosa per garantirsi un girone di ritorno che ambisca a qualcosa di più del traguardo salvezza.

Realisticamente, considerando come gioca attualmente lo Spezia e soppesando il valore delle squadre con le quali ci siamo fin qui misurati, credo si debba avere l’onestà intellettuale di superare la fase che, fino ad oggi, ha visto tutti, giocatori, dirigenti, commentatori e pubblico, proclamare responsabilmente, con giusta modestia, che ci saremmo accontentati di raggiungere il prima possibile quella classifica che assicurasse un’ulteriore annata di serie B.

La sensazione è che questa manifestazione di apprezzabile umiltà stia forse condizionando un po’ troppo l’ambiente nel complesso ed in particolar modo i giocatori che sembrano appagati anche quando potrebbero osare qualcosa in più.

L’impressione che avevamo tratto dalla sfortunata trasferta di Cremona, allorché avevamo percepito che forse con maggiore convinzione si sarebbe potuto traguardare il risultato pieno, ci è stata confermata dalla trasferta di Parma che ha visto in campo una squadra autorevole, che ha approfittato della superiorità numerica soprattutto in ordine alla qualità ed alla quantità del possesso palla ma che non è sembrata proprio determinata ad andare a cercare un risultato pieno, forse alla portata.

Comunque il calcio è sempre sorprendente e, come a Cremona, sarebbe potuta finire male anche a Parma se Di Gennaro e Pessina non avessero fatto il miracolo, nella ripresa, per salvare il risultato da una ripartenza sconsideratamente lasciata agli avversari.

Il reparto che dà maggiori certezze è senz’altro la difesa che ha trovato un assetto che l’ha resa inviolabile da quattro partite.

Solo Palermo, Parma e Venezia hanno subito meno gol, ma, al di là dei numeri, è la disinvoltura e la sicurezza dei nostri difensori che impressiona.

De Col, il nostro Pippo, è diventato un marcatore spietato, pensate alla museruola che ha messo ieri sera ad un giocatore estroso e ficcante come Di Gaudio.

Purtroppo la crescita in fase difensiva è inversamente proporzionale alla qualità dei cross che in qualche circostanza si trova comunque a dover fare.

Lopez, al contrario, giocando più coperto deve selezionare le sue performance sulla fascia e può applicarsi per migliorare la qualità a scapito della quantità.

I centrali sono intelligenti, forti e capaci di aiutare il centrocampo avendo tutti piedi sapienti che “danno del tu al pallone”.

Davanti la qualità non manca – abbiamo ancora negli occhi il tocco sublime di Marilungo che ha irriso l’Avellino – anche se si dovranno studiare schemi che consentano di mettere a frutto le bocche di fuoco che tante compagini ci invidiano.

Non vi annoio ripetendomi sulle evidenti difficoltà del centrocampo, ma credo che lì un ritocco vada fatto se non si trovasse, come pare, niente di utile in casa.

Manca il regista offensivo, l’uomo dell’ultimo passaggio, il “fine dicitore” che abbia la personalità di pretendere che il pallone passi per i suoi piedi e che lo sappia indirizzare in maniera decisiva a quegli affamati di gol che possiamo schierare là davanti. E che, se capita, sappia anche concludere.

Una considerazione finale vorrei farla sul portiere che sta dimostrando grande reattività e voglia di rivincita.

Certo in quel ruolo, anche a causa sua, ora c’è un certo affollamento e tuttavia le ultime prestazioni lo accreditano come quella promessa che non è mai stata mantenuta ma che ha tutte le qualità per divenire certezza.

Un po’ di riposo per tutti consentirà di fare bilanci più distaccati e ponderati e di preparare al meglio la fase decisiva del campionato.

Intanto Buon Anno.

Marcello Delfino

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