Francesco Battistini LML – Palmaria e trasparenza: abbiamo segnato un punto importante

GENOVA- Nel collegato alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno 2018 si è parlato anche di due ambiti territoriali strategici dislocati nella provincia spezzina: l’isola Palmaria a Portovenere e il waterfront della Spezia.

Nelle scorse settimane si è molto discusso dei protocolli d’intesa, ancora mostri ignoti e inaccessibili per i cittadini, attraverso i quali, sia il Comune di Portovenere che la Regione Liguria, vorrebbero dar vita a progetti di valorizzazione della Palmaria. Ed è proprio questa parola “valorizzazione” che, unita alle esperienze del passato, seppur in altri territori, vedi il piano Botta a Sarzana, le dichiarazioni di Toti su una nuova Capri ligure e il sopralluogo del facoltoso imprenditore Denegri, ha destato non poche preoccupazioni.

Valorizzare, purtroppo, almeno nell’ultimo decennio ha significato, soprattutto, cementificare, privare un luogo della sua vera identità e stravolgere ambiente e paesaggio. Questo non dovrebbe mai accadere, e a maggior ragione non dobbiamo permettere che avvenga in un territorio che ha ospitato, dalla fine degli anni 60 ai primi anni 2000, ciò che è stato un vero e proprio simbolo di degrado urbano e di sfregio al paesaggio: lo scheletrone.

L’isola Palmaria è un patrimonio storico e naturale di tutta la comunità e come tale deve essere preservato partendo da due principi cardine: trasparenza e partecipazione.

La prima deve accendere un riflettore, chiaro e costante, sui documenti e sui progetti durante tutto il percorso; l’altra avrebbe il dovere di coinvolgere e ascoltare le istanze delle associazioni, dei comitati e dei singoli cittadini nelle scelte e negli obiettivi da perseguire.

Partendo proprio dalle recenti e negative esperienze urbanistiche che hanno lacerato l’opinione pubblica cittadina rileviamo, anche alla Spezia, la stessa forte esigenza di trasparenza e partecipazione, anche come strumenti per risolvere i conflitti e compiere scelte condivise.

E in particolare ci riferiamo ai progetti sul waterfront, il fronte a mare del nostro capoluogo, che deve coniugare esigenze urbanistiche di sviluppo, di mitigazione dei tanti disagi che alcuni quartieri adiacenti al porto soffrono e di armonizzazione della città con il suo mare.

Elemento, questo, rimasto per troppo tempo estraneo.

Per queste ragioni abbiamo cercato di intervenire, in Consiglio Regionale, con delle proposte emendative importanti e che potessero incidere sulla trasparenza amministrativa e progettuale e sulla partecipazione nei percorsi previsti dai protocolli di intesa.

Il nostro emendamento sulla partecipazione e l’apertura al dibattito pubblico sui grandi progetti territoriali della nostra Regione è stato purtroppo respinto.

Nulla di nuovo sotto il sole rispetto alla passata amministrazione targata PD, dunque.

L’emendamento sulla trasparenza, invece, siamo riusciti a farlo approvare all’unanimità ed è diventato legge.

Entro breve, quindi, quei mostri ignoti e inaccessibili che sono ancora questi protocolli d’intesa verranno resi accessibili e chiari.

Tutta la documentazione prodotta, i progetti e gli atti elaborati saranno consultabili sul sito web della Regione Liguria nella sezione Urbanistica.

Un risultato importante, il nostro, perché i percorsi inclusivi non possono che partire dalla trasparenza e dalla disponibilità di tutta la documentazione.

Da qui si potrà partire per analizzare scelte e obiettivi e proporre soluzioni alternative o osteggiare ciò che potrebbe compromettere il territorio e i suoi equilibri urbanistici e ambientali.

Consegnare le chiavi amministrative ai cittadini per renderli protagonisti della vita politica è, da sempre, una nostra priorità per far crescere, in meglio, il Paese.

Francesco Battistini

Consigliere Regionale

Rete a Sinistra/liberaMENTE Liguria

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