I danni all’economia derivanti da politiche sbagliate dei governi PD

Sembra un paradosso, ma oggi ad essere più assoggettati alla povertà economica e dalla esclusione sociale non sono gli anziani o i pensionati  come accadeva in passato, ma i giovani. Questo è quanto risulta dal rapporto 2017 del “Sole24 ore” su povertà realizzato dalla Caritas.

 (fonte Istat 2017): l’incidenza di povertà assoluta per età in una scala da 0 a 12,  le persone da 18 a 34 anni è del  10,9%, mentre le persone da  65 anni e oltre è il 3,9 %. Pertanto un giovane su 10 vive in uno stato di povertà assoluta, di conseguenza  il tasso di disoccupazione giovanile (15 -24 anni) è uno dei più elevati tra i ventotto paesi europei, nel 2015 raggiungeva il 40,3% ora si attesta ad un livello più basso, cioè  ad influire sulla piaga della povertà dei giovani è la mancanza di lavoro. In Liguria vivono oltre centomila poveri, 1 ogni 16 abitanti, a La Spezia, inoltre, sono aumentati in maniera esponenziale anche i  mendicanti (in aggiunta agli immigrati)  che si collocano lungo le nostre vie cittadine, fuori dai negozi, senza considerare i numerosissimi fondi commerciali sfitti e i negozi chiusi.

Quali sono le cause  che hanno portato a questa drammatica situazione?

  1. La politica fallimentare dei tagli alla spesa dell’Europa e dei governi italiani Monti, Letta e soprattutto Renzi  che hanno attuato politiche pro-cicliche, che hanno messo in ginocchio la nostra economia, portando, più disoccupazione e più recessione, con la conseguenza di far crescere il debito Italia. L’austerità come intesa da loro, è un suicidio.
  2. Che le politiche del governo Renzi siano state fallimentari rispetto al sistema del credito italiano lo ha dimostrato la crisi delle piccole Banche territoriali e di quelle capitalistiche di grande dimensione che è sotto gli occhi di tutti. Tra le piccole banche italiche in crisi spiccano quelle venete e toscane, per le quali la governance, di questi piccoli istituti, non era all’altezza degli attacchi distruttivi delle politiche pro-crisi che sia l’Europa, sia il governo Italiano (che ha continuato l’infausta politica inaugurata di Mario Monti )hanno posto in essere. In questi Istituti è stato tradito lo spirito popolare e cooperativo.
  3. La riforma Fornero ha distrutto, sia il mondo del lavoro, sia la vita delle persone, pertanto è ora di dare flessibilità, la cosa migliore è abolire completamente tale becera riforma.
  4. Distruzione della domanda interna, penalizzazione delle piccole e medie imprese( che sono da sempre la colonna vertebrale dell’economia italiana) a favore delle grandi imprese globalizzate e delocalizzate.
  5. L’ossessione di questi governi, sul divieto degli investimenti pubblici.

Questo e altro hanno fatto i  governi Monti, Letta e soprattutto il governo Renzi.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia – Lega Nord

 

 

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