Aggregazione Acam-Iren: le voci contro

LA SPEZIA- Ad aprire le dichiarazioni contro l’aggregazione Acam-Iren nel Consiglio Comunale di ieri sera è stata la capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Donatella Del Turco, che ha esordito sottolineando le colpe delle passate Amministrazioni nel disastro di Acam, ma non ha risparmiato neppure l’attuale Giunta: “Se fossi stata sindaca io– dice- avrei cercato in ogni modo di salvare l’azienda e, se questo non fosse proprio stato possibile, avrei chiesto scusa ai cittadini. Bisogna sempre provare a fare la cosa giusta, ma è difficile riuscire a intaccare il sistema“. Eppure nessuno, sottolinea la Del Turco, vuole prendersi la responsabilità, si tira in ballo un eventuale danno erariale se si fosse stralciato l’accordo, ma “ai danni che si fanno ai cittadini non pensa nessuno?“; la prima stella del MoVimento è proprio l’acqua pubblica e, secondo la consigliera, quello di ieri sera è stato un furto. 

L’altra consigliera a 5 Stelle, Jessica De Muro, contesta soprattutto il metodo con cui si è proceduto a questa aggregazione. “Perché non è stato fatto un audit pubblico sulla vecchia gestione di Acam?“. Questo avrebbe posto basi diverse per il futuro.

Interviene poi il consigliere di maggioranza Massimo Caratozzolo, che attacca gli schiacciabottoni di professione e i personaggi che girano per la città e danno ordini ai capigruppo, che a loro volta li danno ai consiglieri. Riferendosi anche a Giulio Guerri, ricorda le pressioni e anche le minacce ricevute in questi giorni per far cambiare loro idea, ma, afferma “noi stiamo facendo quello che abbiamo promesso ai nostri elettori”;  nel suo intervento, molto duro, Caratozzolo contesta anche il metodo: “non abbiamo avuto il tempo di studiare tutto, ci è stata data una documentazione incompleta il 9 dicembre, il 19 abbiamo audito Garavini e solo in queste ore i Sindacati“. Troppo poco tempo, troppe poche informazioni: come si può votare sì con convinzione? Il suo intervento strappa applausi dal pubblico, ma provoca un deciso malumore in maggioranza.

Luigi Liguori, del gruppo “La Spezia bella forte e unita Paolo Manfredini sindaco” si dice sdegnato di fronte al teatrino destra -sinistra e attacca le precedenti, disinvolte, gestioni di Acam e della cosa pubblica in generale. “Votare a favore è solo dare un colpo di spugna, passare ad altri la patata bollente, dare un colpo di spugna al malcostume“, bisognava svoltare, ma “nel modo più indolore possibile, pensando ai lavoratori e al loro brutto momento“. “Per questo voto no” conclude, a sorpresa, perché sembrava essere propenso a votare a favore fino a qualche giorno fa.

Secondo Massimo Lombardi Acam, pur con le mille difficoltà che vengono fuori da una cattiva gestione del passato, è una potenziale ricchezza per la città. Altrimenti, chiede, “perché Iren vorrebbe comprarla? Iren fa forse beneficenza? E se Acam è una risorsa, perché non deve rimanere agli spezzini? Perché dare i profitti a Iren?”.  Continua poi portando l’esempio di Parma dove Iren ha cancellato 50 anni di lotte sindacali. La svendita di Acam, così strutturata, lambisce l’atto criminale e per questo Spezia Bene Comune non può che essere contrario. Sarà, comunque, anche con Iren, sempre a fianco dei lavoratori.

A questi voti contrari si è poi aggiunto quello di Giulio Guerri che, in quanto Presidente del Consiglio, non può intervenire nelle discussioni. Il voto registra anche l’astensione di Lorenzo Forcieri e l’assenza di Patrizia Saccone.  

(Segue articolo con le voci a favore)

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