Acam-Iren, le voci a favore

LA SPEZIA- “Votiamo sì, ma con la morte nel cuore”: è stato questo il leit-motiv di buona parte degli interventi a favore dell’aggregazione, nel Consiglio Comunale di giovedì sera.

Il sindaco Pierluigi Peracchini ha ripercorso tutta la storia di Acam, da quando era un’eccellenza ai 550 milioni di debito: “da gioiello a tragedia”, afferma e racconta quanto fatto da lui quand’era sindacalista, delle sue lotte al fianco dei lavoratori, lotte in cui dichiara di “non aver mai visto nessuno degli oppositori”. “Questa non è una delibera della maggioranza, è un atto dovuto dopo quello che è successo il 23 giugno” (Acam-Iren, al via l’aggregazione) e inevitabile, non era neppure nella volontà di questa maggioranza. “Abbiamo lavorato per migliorare le condizioni d’ingresso e ci siamo riusciti”, dice il Sindaco, che annuncia maggiori tutele per i lavoratori, maggiore autonomia e controlli operativi su acqua e ambiente, nonché il ricorso a persone qualificate per una precisa applicazione delle tariffe. Il primo cittadino invita anche a non preoccuparsi per i debiti di Iren (2 miliardi e mezzo di euro) perché in caso di fallimento della società, si rifarebbero le gare di affidamento. Non vanno giù le critiche, al Sindaco, che, nel secondo intervento, polemizza con i contrari all’aggregazione, tradendo un po’ di nervosismo.

Giacomo Peserico contesta la gestione di molte delle cose pubbliche di questa città e dichiara che sia pubblico che privato possono funzionare bene o male. “Qui abbiamo un debito congelato e una fidejussione di 12 milioni che pende sulle nostre teste”, per cui questo voto a favore è l’unico possibile ed è anche un atto di responsabilità.

Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Costa (che rivendica le sue battaglie contro Acam quando era sindaco di Beverino), Sauro Mannucci, Lorenzo Viviani e Fabio Cenerini. “Non siamo schiacciabottoni” dicono, rispondendo a Caratozzolo “non prendiamo ordini da nessuno”. Intervengono anche Guido Melley, Paolo Manfredini e Luca Erba, che riconoscono gli errori delle vecchie gestioni di Acam e dichiarano di votare “” in maniera convinta.

L’aggregazione è cosa fatta (il 29 ci sarà la firma) e “Acam smetterà di esistere come l’abbiamo conosciuta fino a oggi” ( come ha detto Peracchini). Nella maggioranza si respira un’aria sempre più tesa.

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