QUESTA VOLTA NON E’ STATO RISO AMARO di Marcello Delfino

La Spezia

Le risaie di Vercelli non hanno bagnato le ali degli aquilotti che, anzi, si sono abbeverati nella palude piemontese e, da veri rapaci, hanno saputo approfittare di una squadra in profonda crisi esistenziale e sono tornati al nido, il Picco, con l’intero bottino.

Non si sono viste le forme traboccanti di Silvana Mangano perché il riso non è stato per nulla amaro.

E lo Spezia conquista con pieno merito tre punti che lo ribaltano verso il centro della classifica, in mezzo fra le colonne di sinistra e di destra.

Non è certo un caso se una serie di risultati positivi hanno fatto seguito al cambio di modulo che ha restituito ai propri tifosi una squadra equilibrata e sempre più solida soprattutto nella fase difensiva.

Va dato merito a Fabio Gallo per essere stato umile e ragionevole, per non essersi intestardito, come spesso accade a chi non sa venire meno alle proprie convinzioni, per aver riconosciuto gli errori iniziali ed avervi posto rapidamente rimedio.

Se mettiamo fra parentesi la brutta gara casalinga col Foggia, che pure ci ha fruttato tre punti, è giusto sottolineare il crescendo delle prestazioni sia in casa che lontano dal Picco, al di là dei risultati spesso determinati da episodi casuali o sfortunati.

Ma il merito che va riconosciuto al giovane mister, e questo glielo si deve fin dall’inizio, è quello di aver saputo costruire un gruppo compatto ed unito che ha lavorato con grande spirito di appartenenza.

E con la squadra è cresciuto anche il mister stesso che a Vercelli non ha sbagliato niente, neanche nelle sostituzioni che pure altre volte non hanno portato l’aiuto necessario alla squadra.

Se le cose procederanno come sembra e come speriamo, soprattutto dal punto di vista degli infortuni, possiamo anche immaginare un prosieguo del campionato senza troppi affanni e con qualche bella soddisfazione da togliersi.

La campagna acquisti estiva è stata un po’ come una scommessa, soprattutto per quanta riguarda giocatori che sono arrivati con una cartella clinica preoccupante e che sono stati costretti ad entrare ed uscire ripetutamente a turno dall’infermeria.

Ma la qualità c’è tutta e se, come pare, le membra tornano sane e forti potrà essere anche vero che con poca spesa si sia fatto alla fine un ottimo lavoro.

Ora, comunque, è doverosa la massima moderazione e la maturità di tenere i cosiddetti “piedi per terra”.

Non si pali di play off per favore, neanche per scherzo.

Accogliendo l’appello del mister, si continui ad essere una squadra operaia che entra in campo con l’umiltà necessaria per fare risultato, anche se con qualche certezza in più.

La difesa sta attraversando un momento di grande forma avendo a disposizione tanti effettivi, e tutti all’altezza della categoria.

In questo contesto, con l’auspicabile recupero definitivo di Masi, forse sarebbe utile chiedersi a chi convenga trattenere il giovane Ceccaroni.

Non certo al giocatore che rischia di farsi venire le strisce nel sedere quando potrebbe giocare in qualsiasi altra squadra della cadetteria e nemmeno alla società che vede scendere inevitabilmente il valore di un pezzo pregiato del suo patrimonio per il fatto di fargli vedere poco, se non niente, il campo.

Anche per l’attacco ci sarà da prendere qualche decisione soprattutto per quelli che giocano meno, visto che la qualità ed il rendimento di tutti coloro che alternativamente sono chiamati all’appuntamento è sempre di altissimo livello.

A centrocampo il miglioramento si è verificato soprattutto nella fase difensiva grazie ai livelli, fino a ieri imprevedibili, che sta raggiungendo un Bolzoni in costante ripresa.

Meno bene viene svolta la fase di costruzione del gioco per cui accade che oggi, paradossalmente, la squadra si esprima meglio fuori casa piuttosto che in casa dove occorre avere idee, costruire azioni e rifornire con continuità gli attaccanti.

E comunque, con la volontà e l’umiltà, che per la verità non sono mai mancate, guardiamo avanti e cerchiamo di rimandare in Irpinia con le pive nel sacco l’Avellino di Ardemagni che non ci risparmierà le consuete sceneggiate alle quali sarà bene rispondere con i fatti più che con gli insulti.

Buon Natale.

Marcello Delfino

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