“Iren mangia Acam”: il presidio di Acqua Bene Comune

LA SPEZIA-  Hanno sfidato il freddo polare di Piazza Europa e hanno manifestato sotto al Comune per dire “no” all’aggregazione tra Acam e Iren: c’erano il Comitato Acqua Bene Comune e rappresentanti di Italia Nostra e del MoVimento 5 Stelle assieme a pochi cittadini.

L’acqua deve rimanere pubblica” è il motto del Comitato. “L’aggregazione con Iren non porterà alcun beneficio per il cittadino, poiché aumenteranno le tariffe” e contesta anche il modus operandi della Giunta: “Sono stati convocati i sindacati e Garavini, è stato ascoltato il Sindaco. E noi? Non siamo stati neppure presi in considerazione“. “Eppure“, ricorda l’avvocato Rino Tortorelli, “il 25 settembre scorso abbiamo depositato la richiesta per un referendum consultivo. Non si è neppure riunita la Commissione che, ironia della sorte, è prevista per venerdì 22, ossia un giorno dopo il voto sull’aggregazione… cosa deciderà, secondo voi?“.

Potevano, i Comuni, scegliere una strada diversa? Sì che potevano, c’era un piano per rientrare del debito poco a poco, ma è stata purtroppo scelta un’altra strada, dice Tortorelli.
Il Comune di Lerici si è schierato per il no, con le stesse motivazioni del Comitato e anche quello di Castelnuovo potrebbe seguire questa strada, ma gli altri Comuni voteranno tutti per l’aggregazione: Monterosso ha già votato. Un “no” dal Comune capoluogo potrebbe mettere in difficoltà l’accordo, ma questo “no” non arriverà. Secondo il Sindaco questa è l’unica strada da percorrere, una sorta di scelta obbligata e la sua maggioranza, supportata anche da una parte di minoranza,  sembra dar credito a quanto dice Pierluigi Peracchini.

“Ci piacerebbe sapere, però” continua il Comitato “quanti voteranno sì perché realmente convinti e quanti per ordine di scuderia”. A quanto pare, infatti, i Consiglieri non hanno avuto il tempo necessario per studiare tutta la documentazione, corposa e complessa, sull’aggregazione.
E cosa succederà? “Entreremo in Iren senza poter contare nulla, perché Iren è una grossa società per azioni, a cui non interessano certo i cittadini, ma al contrario i profitti. A Genova, per esempio, ci sono grossi problemi di rottura delle tubazioni dell’acqua, ma nessuno interviene” spiega il Comitato.

Si preannunciano, quindi, tempi duri per i cittadini spezzini.

 

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