Liguria, vincoli paesaggistici: il Consiglio di Stato bacchetta il Comune della Spezia e il Ministero dei Beni Culturali

LA SPEZIA- Ci ha contattato la professoressa Daniela Musto, cittadina spezzina, che si è rivolta alla Giustizia Amministrativa per la costruzione di un immobile su un terreno vincolato nel Comune della Spezia. Daniela Musto si è rivolta ai legali e tecnici che stanno contrastando a Salerno la vicenda Crescent*, l’avvocato amministrativista Oreste Agosto e l’architetto Vincenzo Strianese.

*La vicenda Crescent è una specie di “Piazza Verdi” salernitana, vicenda per cui è stato indagato anche l’ex sindaco, oggi Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca  (www.identitainsorgenti.com).

 Il Consiglio di Stato sezione IV, con sentenze pubblicate il 14 dicembre ha accolto le tesi di una cittadina di La Spezia, la prof.ssa Daniela Musto, che è stata costretta a rivolgersi alla magistratura amministrativa per contrastare la costruzione di un edificio illegittimo in zona vincolata nel Comune di La Spezia. La vicenda conclusasi con sentenza n. 5896/2017 ha acclarato la sussistenza dei vincoli paesaggistici sui torrenti Calcinara e Piaggia nel Comune di La Spezia. La prof.ssa Musto, con grande tenacia ha difeso non solo la sua proprietà ma anche il territorio spezzino dalla cattiva gestione del vincolo paesaggistico da parte del Comune di La Spezia che ha sempre sostenuto la tesi dell’insussistenza del vincolo.

L’avvocato Agosto dichiara: “Ringrazio, innanzitutto la prof.ssa Musto, per il suo impegno civico a difesa della sua città. La vicenda di La Spezia è analoga a quella del Crescent di Salerno, che vede coinvolto il torrente Fusandola che purtroppo nel 1954 causò la morte di oltre 100 persone. Gli enti istituzionali, Comune, Regione e Soprintendenza, devono svolgere con serietà il proprio dovere nell’interesse pubblico, soprattutto quando si tratta di tutelare il territorio da edificazioni in adiacenza di torrenti e fiumi, che sono vincolati per legge. La sentenza ha una portata generale decisiva per il Comune di La Spezia e dell’intera Liguria, per quanto riguarda una verificazione dei corsi d’acqua e di una effettiva mappatura dell’intero reticolo idrico”. 
L’avv. Agosto commenta la sentenza del Consiglio di Stato: “Non è consentita, afferma il Consiglio di Stato, alcuna possibilità di rilascio di un’autorizzazione paesaggistica postuma. La illegittimità o mancanza del parere della Soprintendenza e dell’autorizzazione paesaggistica “travolge il permesso di costruire per l’effetto caducante che ne consegue”. Pertanto i fabbricati, sia a La Spezia che a Salerno, realizzati senza autorizzazione paesaggistica sui permessi di costruire, sono illegittimi e vanno demoliti.
La sentenza evidenzia l’importanza non rinviabile della tutela dell’ambiente e di un corretto operare delle istituzioni preposte al controllo; Daniela Musto dichiara, inoltre che deve essere modificato anche il PUC 2017, perché erroneamente riporta  tale iniziativa come completata (e invece completata NON è, nemmeno al rustico) e, anche, come se NON fosse stata sottoposta al vaglio della Magistratura, vanificandone dunque l’attenzione. Addirittura nel PUC 2017 si sono permessi di non rappresentare più nemmeno l’area verde di quartiere che era prevista con tale iniziativa edificatoria in attuazione convenzionata, e hanno invece vincolato a verde pubblico altro terreno limitrofo privato adibito ad orto personale (incluso, naturalmente, anche il mio).
Si può -conclude la Musto- lavorare sempre così male alle spalle dei cittadini?
Per ciò che riguarda il PUC, spetterà all’Amministrazione Peracchini tener conto di questa sentenza.
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