“La convivenza fra porto commerciale e la città è la prima cosa da considerare” lo ammette anche Peracchini

LA SPEZIA– Dopo anni di ambiguità e di finte(si parla dal 1996 ad oggi) dall’approvazione del Piano Regolatore Portuale nel dicembre 2006, il Sindaco di La Spezia, tenendo conto che nel suo ruolo è contemplato anche quello di tutelare la salute dei cittadini,ha messo finalmente il dito nella piaga.  Egli ha dichiarato che la convivenza fra porto commerciale e la città è la prima cosa da considerare. Ha dato la colpa alla mancata attuazione dei preliminari per la mitigazione degli impatti ambientali e la mancata attuazione della prevenzione operativa dei terminalisti sull’inquinamento acustico ed atmosferico in quanto la principale concausa è proprio l’esistenza del porto commerciale.

Chi sono responsabili dei ritardi di quanto previsto dalla legge urbanistica?

E’ ormai evidente a tutti che sono gli operatori portuali e coloro che non rendono chiaramente visibile  e quindi non informa sufficientemente i cittadini dei reali dati dell’inquinamento acustico ed ambientale nel modo più semplice possibile, ovvero attraverso i display stradali. Quello che diciamo è in parte condiviso anche da una recente sentenza della Corte di Appello di Genova avverso ad un ricorso dei cittadini del quartiere di Canaletto che chiedevano il rimborso dei danni economici sulle case di loro proprietà, danni che erano causati dall’eccessiva vicinanza al porto commerciale. Insomma le affermazioni del Sindaco,mai sentite prima di oggi,pubblicate dai giornali locali sono le basi fondamentali per il futuro e per creare un equilibrio progettuale del P.U.C. che deve essere in sintonia col P.R.P. visto che siamo una città di mare e l’unica in cui i quartieri sono così a ridosso al luogo in cui si svolge l’attività portuale.

Le critiche giunte da alcuni operatori portuali come quelle che sono arrivate da ex parlamentari i quali hanno però la fortuna di vivere ben lontano dal porto, non rispecchiano certamente la realtà della situazione attuale ne su una crescita portuale che spesso negli ultimi 20 anni hanno ignorato leggi e regole sia nei confronti della tutela della salute dei cittadini sia nelle dimensioni delle banchine che non devono superare determinate dimensioni.

Gli stessi operatori sono quelli che,con l’Autorità Portuale hanno ferocemente ostacolato la proposta di un sistema Ligure portuale e che ora avversano il sistema orientale ligure dove permangono due regioni diverse per cui necessita la condivisione.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso e finalmente si renda conto che  ogni cosa deve essere fatta con la massima trasparenza  e condivisione perché le decisioni che verranno prese decideranno il futuro nostro e dei nostri giovani sia per ciò che riguarda la qualità della vita sia per la creazione di nuovi posti di lavoro.

(Rita Casagrande e Franco Abasetti)

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