Quando Peracchini voleva “decapitare le partecipate”…

LA SPEZIA- Fu una delle prime uscite pubbliche di Pierluigi Peracchini: appena eletto, chiese, a mezzo stampa, le dimissioni di tutti i vertici delle partecipate perché (come disse al nostro giornale) è convinto “che tra Amministrazione e vertici delle partecipate ci voglia un rapporto fiduciario, per questo feci quella richiesta, accolta soltanto da tre persone. Non si parla solo di “capi”, ma anche, ad esempio, di consigli di amministrazione e così via: in campagna elettorale sono state fatte ben 60 nomine e sono tutti posti che noi paghiamo“. Inoltre, non molto tempo fa, il Sindaco e Gaudenzio Garavini litigarono in maniera clamorosa nel corso di un’assemblea dei soci Acam.

Oggi Peracchini sembra premere parecchio per far sì che l’ormai famosissima mozione anti-Garavini venga ritirata. Perché? Cosa è cambiato?

Questo non è l’unico interrogativo che ci poniamo.
Il Consiglio Comunale, il 6 marzo scorso, votò a favore dell’aggregazione Acam/Iren, con il voto positivo della maggioranza (escluso il consigliere comunista Sommovigo) e quello contrario della minoranza (con l’esclusione di De Luca, che si astenne).

Maria Grazia Frijia, nella sua dichiarazione di voto, criticò l’accelerazione della Giunta Federici su un argomento così complesso e la mancanza di trasparenza, con riferimento ai documenti trasmessi. Accusò inoltre l’Amministrazione di svendere l’azienda senza preoccuparsi di lavoratori e cittadini.

Giacomo Peserico dichiarò di non essere critico tanto sull’aggregazione, ma sul come si entrava nel colosso Iren, ossia con il piattino in mano, a causa del debito di Acam.

Sulla stessa linea Sauro Mannucci, che criticava anche il fatto che, all’interno di Iren, non avremmo potuto decidere nulla. 

(Fonte: www.comune.sp.it: Archivi multimediali dei Consigli Comunali).

I tre consiglieri sopraccitati tra poco saranno chiamati a votare l’aggregazione definitiva e, a oggi, le uniche voci contro all’interno della maggioranza risultano essere quelle di Guerri e Caratozzolo, che per questo sono anche stati “minacciati” di essere “espulsi dalla maggioranza“, quindi si presume che Frijia, Peserico Mannucci voteranno sì. Posto che, per carità, cambiare idea è lecito (Rita Casagrande commenta:  Sarà cambiato che il potere logora e ti fa cambiare idea da un giorno all’altro, che quella che ieri era una scelta ottima divenga pessima, che l’aggregazione tra Acam ed Iren era malvista da chi prima era minoranza ma che oggi, cambiati i canoni, essendo dall’altra parte è divenuta cosa ottima?), sorgono però spontanee alcune domande, alle quali qualcuno potrebbe rispondere.

  1. La Giunta Peracchini non ha accelerato? Della questione pubblicamente si parlava poco: e ora, nel giro di poche settimane, sono arrivate delibera di Giunta, commissioni e (a breve) Consiglio Comunale per votare.
  2. L’Amministrazione Peracchini è stata trasparente? Tutta la documentazione è stata trasmessa per tempo ai consiglieri? I consiglieri hanno, quindi, avuto tempo e modo di studiare, magari chiedendo ad esperti, tutti, ma proprio tutti i tecnicismi dei termini di un accordo così importante?
  3. Sono cambiati i termini (economici dell’accordo) e ora l’azienda non viene più “svenduta“, ma entra, per così dire, alla pari?
  4. Ora possiamo decidere qualcosa?
  5. Lavoratori e cittadini sono tutelati?

Lo stesso Sindaco pare non vedere proprio di buon occhio questa aggregazione; ammettiamo che non ci fossero alternative e che questa fosse una scelta obbligata, a causa del procedimento già in corso. Siamo riusciti a ottenere qualcosa di meglio, almeno? Oppure entriamo ancora, col piattino in mano?

 

 

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