“O ritirate la mozione o siete fuori”: terremoto in maggioranza

LA SPEZIA- Sul quotidiano “Il Secolo XIX” di ieri è uscito un articolo che riporta ciò che è emerso dalla riunione dei capigruppo di maggioranza tenutasi sabato mattina: i consiglieri Cenerini, Manucci, Viviani, De Luca, Costa e Saccone avrebbero posto ai due rappresentanti del gruppo “Per la nostra città” (Giulio Guerri e Massimo Caratozzolo, che erano assenti) di ritirare la mozione anti-Garavini (Acam, il consigliere Caratozzolo chiede le dimissioni di Garavini), pena la “cacciata” dalla maggioranza e la conseguente perdita, per Giulio Guerri, della carica di Presidente del Consiglio Comunale. Le incomprensioni della coppia Guerri-Caratozzolo con il resto della maggioranza vanno al di là della sola richiesta di dimissioni: il nodo principale è, infatti, il “no” all’aggregazione Acam-Iren, che sembrerebbe praticamente già cosa fatta, con il placet della maggioranza, che fino a pochi mesi fa era minoranza e non la voleva, ma da allora di acqua (appunto…) ne è passata sotto i ponti…

A parte queste considerazioni e a parte il tono (vagamente) intimidatorio di tali dichiarazioni, esiste un regolamento del Consiglio Comunale che recita così:

La proposta di revoca del Presidente o dei Vice-Presidenti è ammessa solo in relazione ad un illegittimo uso dei poteri e delle prerogative e per ripetute violazioni della legge, dello Statuto e del Regolamento, ovvero per il venir meno al dovere d’imparzialità. (articolo 12, capo II)
Il Presidente Guerri ha usato illegittimamente i suoi poteri? Ha violato Statuto o Regolamento ripetutamente? Non risulta… risulta solo che abbia, in questo caso specifico, una divergenza politica con il resto della maggioranza. Inoltre, facendo un passo indietro (articolo 8), dove si parla di “Elezione del Presidente del Consiglio Comunale” non si fa cenno al fatto che debba essere del gruppo di maggioranza, basta che votino a favore i 2/3 dei Consiglieri: quindi, se anche Guerri uscisse dalla maggioranza (per sua libera scelta, non per imposizione altrui) potrebbe, a norma di legge, mantenere la carica di Presidente.

Tra i doveri dei Consiglieri Comunali, inoltre (sempre secondo il Regolamento) non figura quello di votare sempre in linea con il suo gruppo di rifermento (capo IV, articoli 27-30), quindi non può, un consigliere, essere cacciato per avere espresso una sua idea. Tra i suoi diritti, c’è quello di presentare mozioni e l’articolo 15 del suddetto Regolamento non specifica se gradite o meno ai colleghi di schieramento (“I Consiglieri nell’esercizio dell’attività e del sindacato ispettivo hanno diritto di presentare al Presidente interrogazioni, interpellanze e mozioni su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e controllo politico – amministrativo del Consiglio e le altre competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo Statuto). 

Il regolamento: www.comune.sp.it

Ricordiamo infine che il gruppo consiliare “Per la nostra città” si è sempre battuto per l’acqua pubblica e che Guerri votò contro l’aggregazione già a marzo, quindi… nulla di nuovo sotto il sole.

 

Advertisements
Annunci
Annunci