Regione Liguria, approvato il Piano Socio Sanitario.

GENOVA- Approvato ieri, martedì 5, il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale.

Sonia Viale, Assessore alla Sanità: “Sono molto soddisfatta dell’approvazione oggi del Piano sociosanitario 2017-2019 che segna una nuova epoca rispetto al piano approvato dalla precedente amministrazione di centrosinistra. In pochi mesi, con le tre leggi di riforma approvate dall’Aula e oggi con il Piano sociosanitario, abbiamo delineato la sanità del futuro, che va verso l’efficientamento e l’azzeramento del disavanzo, senza chiudere ospedali e, anzi, riaprendo numerosi pronto soccorso, garantendo al contempo il passaggio dalla visione ‘ospedalocentrica’ del vecchio piano ad una effettiva integrazione ospedale-territorio, individuata come prioritaria. È uno straordinario risultato che mette al centro la persona e non la malattia. Ora si apre la sfida vera ovvero l’attuazione di questo Piano”. “Il Piano non è, come qualcuno ha affermato, uno strumento organizzativo, ma, secondo quanto previsto dalla legge, delinea le azioni da promuovere rispetto alla fotografia di quello che sarà la Liguria nei prossimi tre anni, le priorità per grandi sistemi e non per livelli organizzativi, strumenti questi ultimi propri delle aziende con i piani organizzativi aziendali. In altre parole il Piano delinea la rete ospedaliera per i prossimi anni, non quella territoriale relativa, ad esempio, alle Case della salute”.
Sonia Viale risponde anche alle critiche sulla mancanza di personale: “durante la discussione i consiglieri di opposizione hanno dimenticato il concorso per gli infermieri bandito da questa amministrazione: giunto a conclusione secondo i tempi previsti, entro la fine dell’anno garantirà l’assunzione di un centinaio di infermieri e, a seguire, scorrendo le graduatorie, di altri professionisti nei primi mesi del 2018, superando così le criticità di un settore molto importante nel sistema sociosanitario”.

Gianni Pastorino/Francesco Battistini: Un piano triennale molto deludente: così i liguri devono sottostare a logiche di mercato, piuttosto che di salute pubblica – Pastorino -. Al netto delle questioni di principio e delle suggestioni richiamate, il progetto della giunta Toti non è supportato da alcun criterio economico-finanziario chiaro e calcolabile. Un piano senza quantificazione di risorse, senza numeri se non quelli che misurano la fuga di pazienti verso altre regioni. Come sperare che il buon padre di famiglia attenga ai propri doveri senza sapere quanto possa spendere». «Al di là della demagogia, il piano non prevede alcun processo di vera riorganizzazione territoriale: si ragiona ancora in termini ospedalieri, mentre poco o nulla è dedicato alle cure domiciliari. Questo nella regione più vecchia d’Europa e con il più alto numero di cronici in Italia. Un piano che non contempla una previsione epidemiologica, e che quindi continua a promuovere un sistema ingessato sui servizi esistenti, non diversificandoli rispetto ai bisogni puntuali del territorio. E infine: manca una visione, suffragata da investimenti concreti, sulla rete delle emergenze e dell’urgenza per quando riguarda cardiologia, traumi e ictus». «Giudizio profondamente negativo: questo piano è una bussola che non punta da nessuna parte. Manca una fotografia dei servizi sociosanitari attualmente erogati sui territori, anche in relazione al quadro epidemiologico ligure. – Battistini -. Oggi abbiano avuto la conferma che il lavoro svolto con il “libro bianco” è stato solo una perdita di tempo e che poco o nulla è servito nella redazione di questo nuovo piano, che di strategico ha ben poco». «Il testo fa spesso riferimento ai risparmi e alla razionalizzazione della spesa, ma l’unico punto su cui interviene è il costo del personale operativo. Un pessimo segnale, visto che ASL e ospedali sono in profondo deficit di personale, ben al di sotto di una media nazionale comunque già fra le ultime in Europa  Altro che “risparmio intelligente”: se si taglia ancora sul personale, a farne le spese, oltre ai lavoratori, saranno i pazienti con liste d’attesa interminabili, come oggi, e scarsa assistenza. Non si può continuare a spremere il comparto operativo; al contrario, si investa di più e meglio in risorse umane». «A tutto questo si aggiunge la mancanza di discussione, di cui oggi siamo nuovamente testimoni, in cui spessissimo la maggioranza non ritiene neanche di giustificare i suoi pareri negativi agli emendamenti. La conseguente votazione ha tratti paradossali: la giunta, sorda a qualsiasi ipotesi di dialogo, boccia indiscriminatamente qualunque proposta correttiva che arrivi dalla minoranza; anche le indicazioni più costruttive e di buon senso –  Pastorino e Battistini -. Sono stati bocciati emendamenti che avevano avuto esito positivo in atti consiliari durante l’anno; ed è stato addirittura respinto un emendamento collegato a una mozione approvata a larga maggioranza sul diritto all’interruzione di gravidanza, secondo quanto previsto dalla legge 194/78». «Anche per quanto riguarda la trasparenza sulle nomine dirigenziali, visti i dubbi sui requisiti del direttore sanitario di ASL5, si è andati incontro a una bocciatura. Nessuna discussione di merito e nessuna motivazione: solo un pollice verso per teleguidare questa maggioranza, più impegnata a soddisfare gli appetiti particolari piuttosto che guardare ai bisogni collettivi dei liguri».

MoVimento 5 Stelle: “Siamo di fronte a un provvedimento modesto, vago, astratto: una serie di buone intenzioni che non fissano obiettivi misurabili né un cronoprogramma puntuale e preciso. Tante belle parole ma nessuna certezza o garanzia temporale che vengano mantenute. Nel piano approvato restano intatte tutte le criticità che abbiamo evidenziato nelle settimane precedenti, confermando una discrepanza enorme tra la situazione reale e le proposte della Giunta Toti in ambito di rete ospedaliere e servizio socio-sanitari. Manca un serio piano di assunzioni di personale medico-infermieristico in grado di rispondere alla ormai cronica carenza di personale e alla precarietà lavorativa. Dopo questo provvedimento la sanità pubblica è ancora più fragile e senza anticorpi di fronte a una privatizzazione ormai dilagante da Ponente a Levante. Alla luce della nuova ondata di privatizzazioni, come si può pretendere che il servizio pubblico sia in grado di competere con il settore privato?” “Il PSSR targato Toti-Viale  rappresenta un bel libro dei sogni, pieno di buone intenzioni e privo di ogni sostanza, di paletti chiari e tempi certi. È un po’ come affermare che si vuole combattere la fame nel mondo o promuovere la pace nei popoli. Siamo tutti d’accordo, ma non ci dicono né come, né quando né con quali mezzi o risorse.”

I punti del Piano Socio Sanitario: www.slideshare.net

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