Massimo Baldino interviene su Piazza Verdi. “Buren si quieti : l’importante è che per il suo lavoro sia stato pagato”

LA SPEZIA- Trovo offensivo come spezzino, oltre che come Consigliere Comunale,  dover sempre leggere dichiarazioni al limite della intimidazione da parte di persone che, dalla nostra città, sono state profumatamente pagate per realizzare un lavoro che, alla luce dei fatti, continua a risultare oltre che criticato dagli spezzini, oggettivamente pieno di “errori e mancanze” che ne  determinano una altrettanto oggettiva mancanza di sicurezza oltre che continue spese per la relativa manutenzione.

L’ultimo in ordine di tempo, dopo le tante insofferenti esternazioni dell’Architetto Vannetti, è il progettista di arredi urbani Daniel Buren, già noto alle cronache mondiali perché in molte località ove i suoi “oggetti” sono stati installati si sono sollevati cori di protesta da parte degli abitanti. “ In Francia – dice Buren – esiste il diritto morale degli artisti  che protegge a priori tutte queste persone dai deturpamenti e altri abusi che potrebbero essere effettuati sulle loro opere a loro danno”.

Ma qui caro Buren siamo in Italia e peraltro lei stesso parla di “diritto morale”. In quanto poi alla definizione di “artista” essa è estremamente labile come dimostra la storia dell’umanità.

Esistono persone, morte in povertà, senza che nessuno abbia mai riconosciuto la propria arte, se non molti anni dopo la loro dipartita, come esistono nella casistica del genere umano persone di cui si è fatto “un gran parlare” e che hanno ingrossato notevolmente il loro conto in banca con le loro creazioni, che tutto, nel tempo, si è potuto definire ”tranne che arte”. Si quieti, pertanto, Signor Buren. Se il suo lavoro, che peraltro qui alla Spezia è stato molto criticato e il cui ingombro sta arrecando gravi disagi,  in termini di sicurezza oltre che  economici alla città, le è stato pagato forse più nulla le è dovuto.

Nessuno “profanerà” quello che Lei ritiene essere “opere d’arte”. Se mai sarà compito della amministrazione trovare un modo per far sì che il suo “arredo urbano” risulti compatibile con la destinazione che verrà a suo tempo decisa per lo “slargo viario” denominato Piazza Verdi.

Il progetto “Vannetti-Buren”, infatti, è vero che ha vinto un concorso pubblico (anche se con una giuria numericamente inferiore persino a quella dello Zecchino d’oro)ma è anche vero che il progetto vincitore è stato infatti realizzato (mettendo in croce per anni gli spezzini e dissanguando le casse comunali).

E quindi? Di cosa potrebbero lamentarsi i due signori?

Oggi è della città e la città potrà ben decidere cosa farsene o come disfarsene.

Massimo Baldino – ex Comitato Piazza Verdi , oggi Consigliere Comunale “Per la nostra città con Giulio Guerri”

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