Legambiente e Italia Nostra intervengono sul bonus Carburante SNAM: Becchi e bastonati!

PORTO VENERE- Da un lato il rigassificatore di Panigaglia è al centro di discussioni circa un progetto di potenziamento per renderlo hub del gas “small scale” con autobotti sulla strada provinciale e bettoline cariche di gas a spasso per il golfo a rifornire navi, e dall’altro la legge, similarmente alla Basilicata, assegna bonus carburante a cittadini residenti in possesso di autovettura. E la beffa è proprio questa: da un lato c’è la necessità e la tendenza a incentivare gli spostamenti nel Golfo via mare o mezzi pubblici, e dall’altra si premia solo chi ha l’automobile.
I paesi del comune di Portovenere sono abitati principalmente da persone anziane, la maggior parte senza autovettura essendo stanziali e anziani, che saranno escluse dal bonus, ma la beffa maggiore risiede nel fatto che a beneficire del bonus saranno i possessori di seconda casa con residenze fittizie che abitano il territorio comunale di Portovenere pochi giorni all’anno.
Chiediamo che il Governo e il Parlamento, anche alla luce sulla nuova legge sui piccoli comuni, intervengano per fare luce su queste incomprensibili storture.
Ritornando al paventato progetto di trasformazione e ampliamento del sito di Panigaglia, ricordiamo che l’impianto è soggetto alla normativa Seveso in quanto a rischio di incidente rilevante, e un bonus carburante una tantum ha poco senso se non è accompagnato da iniziative volte al ridimensionamento del rischio per quei cittadini che vivono accanto al sito 365 giorni all’anno, considerando altresì scorretto che fondi regionali, anziché impiegati   per la protezione di salute pubblica e ambiente,  siano malamente  sperperati  forse a “risarcimento?”  dei cittadini che convivono con il pericoloso impianto di rigassificazione del GNL di Panigaglia, oggetto ora   di ulteriori potenziamenti strutturali.
Per questo sottolineiamo la nostra contrarietà al Bonus di oltre 400 euro che la Regione intenderebbe  erogare ai possessori di automobili ( e non agli altri cittadini) di Porto Venere e di alcune zone del Comune della Spezia,  dato che quei denari andrebbero meglio spesi per una vera  prevenzione, a norma di legge,   dai pericoli insiti in tali complessi impianti industriali, specie se adiacenti ai luoghi abitati.

Italia Nostra La Spezia

Legambiente La Spezia

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