Acam, il consigliere Massimo Caratozzolo chiede le dimissioni di Garavini

LA SPEZIA- Il consigliere Massimo Caratozzolo ha depositato una mozione per chiedere le dimissioni dell’AD di Acam Gaudenzio Garavini. Di seguito il testo:

Il Consiglio Comunale

premesso che:

  • dopo la mala gestione della sanità, uno dei principali motivi per i quali gli spezzini hanno ritenuto di mandare a casa la vecchia classe politica è stata la gestione disastrosa di Acam;
  • l’attuale amministratore delegato di Acam Gaudenzio Garavini ha la responsabilità di avere mal gestito l’azienda in questi ultimi cinque anni, durante i quali, fra le altre cose, sono stati fatti pagare agli spezzini conguagli per 14.900.000 euro per consumi mai oggettivamente verificati;
  • appaiono del tutto evidenti i danni che le scelte tecniche, strategiche e gestionali, assunte da chi in questi anni ha avuto in mano le sorti di Acam, hanno prodotto nei confronti dei cittadini utenti, dei lavoratori e della stessa azienda, che è stata letteralmente polverizzata;
  • le sole cose che sembrano essere andate avanti con linearità sono state le logiche clientelari e gli sprechi nella gestione quotidiana delle risorse umane e finanziarie: lo comprovano le liste di proscrizione per i demansionamenti, i riconoscimenti di livelli e promozioni e gli affidamenti in subappalto quantificabili in milioni di euro pur in presenza di un personale interno in sovrannumero;
  • da ultimo, si annovera la decisione di buttare via 300mila euro per esternalizzare il servizio di lettura dei contatori anziché farlo svolgere al personale interno che è in sovrannumero;
  • del tutto particolare, poi, è la decisione dello stesso amministratore delegato di far passare da Acamtel alla già soprannumeraria Acam spa (in modo da creare un ulteriore sovrannumero) una figura che è, fra l’altro, il sindaco di Riomaggiore;
  • agli atti risulta che il Comune di Riomaggiore è proprietario di una quota parte della stessa società Acam spa: è dunque chiara l’attivazione, con la suddetta scelta, di un conflitto d’interessi – a danno di chi?
  • da recenti articoli di stampa, si è appreso che l’amministratore delegato Garavini ha comunicato, come rappresentante degli azionisti, la volontà di incorporare Acam nella società per azioni quotata in borsa Iren e con valore in concambio dell’operazione di 59 milioni di euro;
  • tale cifra risulta veramente esigua rispetto al significato sociale ed economico dell’azienda Acam;
  • data la natura societaria di Iren, di fronte a una, sempre possibile, crisi economica e finanziaria, sarà difficile come Acam, avendo quale azionista una percentuale davvero minimale nell’ambito di Iren “nuova versione”, avere la certezza di vedere garantiti, in termini di servizi e in termini occupazionali, quelli che si devono considerare i valori e i bisogni della comunità spezzina;
  • non si vede perché, invece di svendere l’azienda, non si possa pensare a realizzare una svolta anche con una rivalsa giudiziaria nei confronti di coloro che l’hanno portata in questa condizione;
  • per quanto evidenziato, anche se è tardi, permane da ribadire che risulta dannosa per la comunità spezzina la continuità dell’amministratore delegato nella figura del dott. Garavini ;

tutto ciò premesso, chiede al sindaco

per la parte di competenza

di assumere rispetto all’amministratore delegato di Acam

i provvedimenti del caso.

Massimo Caratozzolo

consigliere comunale

Gruppo Per la Nostra Città con Giulio Guerri

 

Advertisements
Annunci
Annunci