Stefano Guazzo jazz 4tet da Bacchus Presentazione “Angel’s song”

LA SPEZIA- Martedi 5 dicembre l’osteria Bacchus è lieta di ospitare la presentazione di “Angel’s song” ultimo lavoro del sassofonista Stefano Guazzo.
Punto di riferimento del jazz nostrano, Guazzo presenta il suo ultimo lavoro in un cd che sta avendo un buon riscontro dal pubblico e dalla critica specializzata.
Il jazz di Guazzo è molto fresco ed immediato ed ha la prerogativa di rivolgersi a un pubblico fatto non solo di addetti ai lavori. Un tentativo ben riuscito di proporre un jazz contemporaneo con svariate sfaccettature.
Frizzante denso ed energico da un lato. Lirico, elegante e sinuoso dall’altro. Tutto all’insegna di una spiccata sensibilità per l’aspetto melodico.
Lo accompagnano sul palco:
Daniele Gorgone, piano.
Max Rolff, contrabbasso.
Giorgio Griffa, Batteria
il concerto avrà inizio alle ore 21,30
info 01871584939 , 3394908117
recensione da italiainjazz.it

Stefano Guazzo Quartet

Etichetta discografica: JC Records

Anno produzione: 2016

Un’incontenibile gioia comunicativa in cui non mancano frangenti decisamente più distensivi, in un mix perfettamente calibrato con intelligenza e gusto. Angel’s Song è il nuovo capitolo discografico griffato Stefano Guazzo Quartet, briosa formazione costituita da Stefano Guazzo (sax soprano e sax tenore), Daniele Gorgone (pianoforte), Massimiliano Rolff (contrabbasso) e Andrea Melani (batteria). La tracklist si compone di otto brani frutto dell’acume creativo del leader, eccezion fatta per What Is This Thing Called Love (Cole Porter) e Come Sunday (Duke Ellington). Il suadente e ammiccante andamento ora funkeggiante, ora swingante di Two In One è particolarmente contagioso. L’incedere di Guazzo è brillantemente cadenzato e fluente. Il climax romantico di Love Engine è carezzevole e ammantante. L’eloquio di Rolff è teneramente cantabile, pregno di lucente lirismo. Guazzo si esprime con grazia, adornando il suo sermone improvvisativo attraverso un suono riscaldante. Pace Fra Gli Ulivi è un brano trasudante di energia. Qui il pianismo di Gorgone è accattivante e spassoso, debordante di intriganti block chords. Il mood placido di Angel’s Song, ottava traccia del CD, sortisce un effetto vivificante. Gorgone cesella una loquela essenziale, dal quale sgorgano alcune velate e inebrianti inflessioni bluesy. Il playing di Guazzo è delicato, impreziosito da uno spiccato senso melodico, sostenuto egregiamente dal dolce tappeto ritmico intessuto da Melani. Generato nel segno del modern mainstream, Angel’s Song è un disco irrefutabilmente godibile, in cui Stefano Guazzo e i suoi valenti sodali si prefiggono l’obiettivo di manifestare la propria onestà intellettuale lanciando un messaggio artistico profondamente genuino e generoso, totalmente scevro di tediosi arzigogoli.

Stefano Dentice

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